Biomasse, fissata l’udienza Il Comune è parte civile

30 Luglio 2015

Treglio, presunto inquinamento dell’aria e impianto senza autorizzazioni Il sindaco Berghella: «Emissioni oltre i limiti continuate per lungo tempo»

TREGLIO. Il Comune di Treglio si costituirà parte civile nel processo per reati ambientali del 16 novembre prossimo che vede imputati Antonio e Enrico Vecere, titolari degli impianti sequestrati nei mesi scorsi dalla Procura di Lanciano. Ad annunciare la posizione del Comune che risulta parte offesa insieme al ministero dell’Ambiente, è il sindaco Massimiliano Berghella, che da tempo sta seguendo personalmente la vicenda giudiziaria della centrale a biomasse Gct e del sansificio Vecere. Secondo il decreto di citazione a giudizio del pubblico ministero, Francesco Menditto, Antonio Vecere, quale legale rappresentante della Gestione Calore Treglio srl, è accusato di aver installato la centrale a biomasse di località Paglieroni, “in assenza delle prescritta autorizzazione (a bruciare rifiuti), da rilasciare per capacità superiore a 10t/giorno, ovvero della procedura di Via per capacità superiore a 100 t/giorno”. Inoltre, pur in possesso di autorizzazione che consentiva di bruciare combustibili “bruciava rifiuti rappresentati dalla sansa di oliva prodotta dal Sansificio Vecere srl di cui non veniva attestata la conformità e bruciava rifiuti diversi da quelli previsti progettualmente”. Inoltre “consentiva il trasporto e lo smaltimento delle ceneri senza autorizzazione”. Enrico Vecere, invece, quale legale rappresentante del Sansificio Vecere srl, impianto per l’estrazione e la raffinazione degli oli di sansa e di oliva, “dopo aver prodotto ceneri qualificabili come rifiuti non pericolosi ne consentiva il trasporto e lo smaltimento senza la prescritta autorizzazione” e “non rispettava le prescrizioni previste, producendo emissioni di monossido di carbonio non consentite”.

«Parliamo», dice il sindaco Berghella, «di permessi inesistenti o insufficienti ed emissioni oltre i limiti: una situazione che si è protratta a lungo e a cui la magistratura per fortuna ha dato lo stop. Adesso gli impianti sono chiusi perché sotto sequestro, sigillati dalla Procura. I titolari più volte ne anno richiesto il dissequestro ma è stato loro negato. Il Comune», evidenzia ancora il sindaco, «è in prima linea ora per la salvaguardia e la tutela della salute dei cittadini e della qualità della vita e dell’aria in paese. I proprietari del sansificio e della centrale stanno facendo di tutto per riaprire e bypassare talune lacune, chiedendo alla Provincia ad esempio la modifica non sostanziale dell’impianto. Noi ci siamo opposti e ci opporremo in tutte le sedi. Il nostro obiettivo è di giungere alla delocalizzazione degli impianti».

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