Blitz di D’Alfonso al Policlinico «Nei reparti è ora di cambiare»

9 Settembre 2014

Il presidente della Regione accolto in ospedale da Ricci e Mastropasqua: sappiamo ciò che va fatto ma dobbiamo fare i conti con le risorse economiche disponibili. L’offerta sanitaria va razionalizzata

CHIETI. Un blitz durato poco più di un'ora in cui ha raccolto informazioni da medici e pazienti di tutti i reparti. Senza preavviso sull'orario e il percorso della visita, il presidente della giunta regionale Luciano D'Alfonso è stato ieri mattina al Clinicizzato, tappa di un giro per le più importanti strutture sanitarie abruzzesi. Con lui non c'erano esponenti della direzione generale, dettaglio da mettere in relazione con la valutazione che la Regione sta compiendo sull'operato del manager Francesco Zavattaro.

Accompagnato dal responsabile del reparto Malattie infettive Francesco Ricci e dal direttore del Centro regionale di eccellenza in Oftalmologia Leonardo Mastropasqua, il presidente è passato come un fulmine tra i diversi edifici del policlinico universitario. E come per Pescara, anche nel capoluogo teatino il blitz sarà seguito da un incontro ristretto a medici e operatori dell'ospedale, la cui data ufficiosa è già stata fissata al 26 settembre. Alla fine della visita e imboccando l'uscita, D'Alfonso ha detto che «ora diventa indispensabile per implementare il livello dei servizi alla persona dei presidi ospedalieri, e questo principio vale anche per Chieti, aumentare il livello di attenzione e la capacità di sostegno. La nostra idea è anche quella di riconcepire un nuovo modello rispondendo in questo modo alle sollecitazioni che ci provengono dal nuovo Patto della Salute sottoscritto tra le regioni e il governo nazionale». Ex sindaco di Chieti fino al 2010, Ricci ha accolto D'Alfonso anche nella veste di presidente dell'assemblea provinciale teatina del Pd. «Al presidente», racconta, «ho illustrato quelle che dal nostro punto di vista sono le eccellenze del clinicizzato, per poi passare ai punti deboli che non sono pochi, anche se praticamente tutti slegati dalla qualità delle persone che operano ma al contrario connessi alla situazione infrastrutturale precaria in cui versa tutto il complesso. Parlo», precisa Ricci, «dei corpi C e F a rischio sismico che sono tuttora da sgomberare nonostante siano passati due anni dalle relazioni che prevedono lavori di rinforzo. E poi c'è il nuovo padiglione della Cardiologia, completo dal punto di vista edilizio ma in attesa di essere reso operativo». Poi Ricci valuta l'importanza del blitz di D'Alfonso. «E' confortante sapere che la politica, con il ritorno del centrosinistra al governo della Regione, abbia assunto un'attitudine di ascolto verso i problemi della sanità, che poi sono i problemi di tutti noi». E D'Alfonso conferma che l'attenzione degli amministratori regionali è puntata direttamente sulle forme che in futuro dovrà assumere l'assistenza medica. «Sappiamo benissimo che c'è bisogno, in questo particolare momento», ha detto il presidente a visita conclusa, «di fare il punto di quello che serve e di quello che si deve fare, ma dobbiamo anche sapere che le risorse, finanziarie, umane e strutturali, ci vengono chieste da tutti in un momento di revisione della spesa. Questo non significa», ha aggiunto, «che non ci sono le risorse, ma che vanno collocate meglio rispetto al passato».

E sul rapporto con il personale degli ospedali ha chiarito che «da loro mi aspetto un "Patto etico" sapendo che fino a oggi c'è stata una straordinaria dedizione, ma ora è necessario innalzare il livello dell'ambizione dell'offerta ben tenendo a mente che in questo momento è necessario un processo di deospedalizzazione». Secondo Ricci è proprio questo il nodo del problema. «Tutti hanno parlato», spiega, «di razionalizzare gli ospedali e potenziare il territorio, ma nessuno ha saputo spiegare come farlo. A Chieti, col centrodestra alla Regioone, sono state cancellate 92 unità operative, equivalenti a altrettanti primariati in meno. Si tratta di professionalità perse forse per sempre in nome di presunti risparmi».

Francesco Blasi

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