Bloccati 14 milioni per il dissesto Stop agli aiuti economici ai fragili

I fondi del 2022 non possono più essere spesi: vanno a incidere su sociale, pubblica istruzione e Pnrr Ma il sindaco Ferrara scrive al ministero: «Sono pronto ad andare a Roma per risolvere il problema»
CHIETI. Quattordici milioni di euro di fondi vincolati, fermi a causa della procedura di dissesto. Sono soldi arrivati nel corso del 2022 e quindi non sono più nella gestione del Comune che, dichiarando dissesto, ha tirato una linea rispetto al passato e ha lasciato tutto il pregresso nelle mani dell’Organismo straordinario di liquidazione che ha l'importante compito di pagare i creditori e risanare l'ente. Ma non con i 14 milioni che giacciono nella sorta di limbo amministrativo dell'avanzo vincolato.
Si tratta di fondi che il Comune ha avuto con un vincolo di destinazione e pertanto non dovrebbero poter essere utilizzati per pagare i creditori dell'ente. Ma la verità è che c'è un vuoto normativo e quindi nessuno sa di preciso cosa farne e come utilizzarli. Il sindaco Diego Ferrara e la sua giunta premono per poter utilizzare subito i fondi, i dirigenti e i commissari dell'Organismo di liquidazione attendono invece chiarimenti concreti sul piano normativo prima di agire. Chiarimenti che il Comune ha chiesto al ministero dell'Interno, ma al momento non ha avuto risposta. «Stiamo attendendo la risposta del ministero sulla possibilità di utilizzare i fondi in avanzo vincolato durante la procedura di dissesto», conferma il sindaco, non senza grande preoccupazione. «Sono solidale e anche in grande imbarazzo», sottolinea, «nei confronti di quei, purtroppo numerosi, cittadini in condizioni di fragilità che attendono i sostegni economici, i rimborsi delle cedole librarie, le attività di supporto sociale e molto altro. I soldi a loro dovuti sono rimasti “intrappolati” nella morsa burocratica amministrativa del dissesto finanziario e occorre un parere definitivo ministeriale per sbloccarli. Sono soldi che nessuno sa ad oggi se siano gestibili da noi come Comune, e quindi trasmissibili ai naturali destinatari come partita di giro, oppure andranno a far parte, seppur vincolati, della massa gestita dall'Organismo straordinario di liquidazione. Il buon senso vorrebbe che la prima ipotesi fosse anche l'unica». Ma il buon senso non ha forza normativa e dunque si attende Roma. «Purtroppo siamo al palo», rimarca Ferrara, «nel senso che i commissari, pur condividendo il buon senso che destinerebbe la gestione di questi fondi al Comune, ci hanno detto che dobbiamo attendere la risposta del ministero. Sto pensando di andare direttamente a Roma per risolvere il problema».
All’interno di questa somma, che pesa all’incirca per 14 milioni di euro – ma sulla cifra esatta i funzionari comunali stanno ancora lavorando per quantificare esattamente le poste in palio – ci sono sia i fondi per il sociale, sia quelli per la pubblica istruzione sia i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e sia altri fondi nazionali e regionali relativi ai diversi progetti del Comune. Per quanto riguarda la pubblica istruzione, tra i fondi già incassati ma non liquidati, in avanzo vincolato ci sono ad esempio quelli per il pagamento dei libri di testo. Per il sociale, come fa sapere l’assessore Mara Maretti, ci sono i quasi 80mila euro per il sostegno dei caregiver, vale a dire per chi in famiglia si fa carico dei componenti in difficoltà.
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