Boato in centro, la causa resta un mistero

4 Giugno 2022

Dopo i forti rumori di mercoledì e giovedì in piazza Vico e collegati ai sotterranei, ieri nessuna segnalazione

CHIETI. All’indomani del boato avvertito dagli edicolanti di piazza Vico, che sarebbe stato preceduto la sera prima da un altro rumore molto simile, sentito da una famiglia residente sempre in piazza Vico, la causa è rimasta ancora un mistero. Com’è noto le ricerche dei vigili del fuoco non hanno trovato nulla fuori posto. Indossando maschere e bombole d’ossigeno, i pompieri hanno perlustrato il sottosuolo nei pressi di piazza Vico e non sono stati registrati crolli o cedimenti di sorta.
A questo punto le ipotesi sul tappeto sono due: o che il rumore non sia arrivato dal sottosuolo, oppure che sia accaduto qualcosa in qualche struttura ipogea di cui non si sospetta l’esistenza. Magari anche qualche piccolo movimento di faglia, qualcosa di talmente piccolo da non essere stato rilevato neanche dai sismografi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, che infatti giovedì non hanno registrato movimenti tellurici nella zona di Chieti.
La possibilità che esistano altre strutture sotterranee di cui non si ha notizia è affascinante. «Teoricamente sarebbe possibile che ci siano ipogei, ambienti sotterranei come ad esempio le antiche cisterne, di cui non conosciamo l’esistenza», dice Gabriele La Rovere dello Speleo Club, «Chieti è piena di sotterranei, alcuni dei quali potrebbero essere ancora inesplorati». L’associazione presieduta da Fabrizio Di Primio è stata subito chiamata dal sindaco Diego Ferrara il giorno in cui gli edicolanti di piazza Vico, poco prima delle 13, hanno avvertito quello che hanno definito come un boato, accompagnato da un piccolo tremolio. Ferrara ha chiesto agli speleologi dello Speleo Club di indicare ai vigili del fuoco gli ipogei nei pressi di piazza Vico. Proprio La Rovere ha accompagnato i pompieri alla cisterna romana che si trova sotto via Gizzi, nelle cantine dei magazzini sotterranei della Camera di commercio, in quelle del liceo Vico e anche nel sotterraneo della chiesa di San Domenico, contattando tutti i responsabili delle strutture. Il boato ha comunque riportato l’attenzione sul patrimonio ipogeo teatino, una risorsa per la città come ha dimostrato il Fai Chieti con l’ultima edizione della Giornate di Primavera in cui è riuscito ad aprire ben quattro ipogei, ottenendo un grande successo di pubblico. (a.i.)
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