«Bocca di Valle, così si danneggia il turismo»

18 Giugno 2020

Iacovella (comitato civico La Voce): «Bisogna trovare una soluzione per riaprire la storica fontana»

GUARDIAGRELE. Sull’acqua contaminata alla fontanina nella roccia di Bocca di Valle interviene anche il coordinatore del Comitato Civico “La Voce”, Nello Iacovella, evidenziando che le polemiche politiche nate nei giorni scorsi sull’argomento non fanno altro che aumentare la sfiducia della gente verso la classe politica e danneggiare l’immagine di una località turistica di primaria importanza. «I cittadini», osserva Iacovella, «sono stanchi delle solite chiacchiere e si aspettano una soluzione del problema in tempi rapidi e non biblici. È infatti assolutamente vergognoso passare per Bocca di Valle da due settimane e trovare il fontanino chiuso con un documento che evidenzia la non potabilità dell'acqua». Secondo l’esponente del comitato civico, non basta infatti emettere un’ordinanza di chiusura della fontana, ma bisogna cercare quali sono state le cause che hanno determinato l’alterazione dei valori delle sostanze presenti nell’acqua e accertare anche se vi siano responsabilità da parte del gestore Sasi per la mancata manutenzione degli impianti. «Inoltre», continua Iacovella, «bisogna sapere da quali serbatoi proviene l’acqua che alimenta la fontanina e accertarsi se il problema interessa anche altre località, verificando quali siano i tempi tecnici per il ripristino della normale erogazione dell’acqua. Perché non vengono eseguiti dei prelievi da sottoporre ad analisi, anche sulle altre fontane della zona?». Iacovella precisa che, se il problema non sarà risolto in tempi brevi, il comitato civico, per rassicurare i cittadini, si preoccuperà di far eseguire a proprie spese prelievi ed esami dell'acqua. Sull’argomento si inserisce anche il locale coordinatore della Destra Sociale Paolo Damiano, esternando rimpianti per il passato, quando la qualità dell’aria e delle acque della zona non era certamente quella di oggi e contribuì invece a far assegnare a Guardiagrele la qualifica di «stazione di cura, soggiorno e turismo», successivamente revocato a causa di un mancato versamento alla Prefettura di una quota annua di 20.000 lire.
Giovanni Iannamico