Bocca di Valle, fontana manomessa dopo lo stop

Il sindaco: qualcuno ha riaperto la valvola nonostante il segnale di divieto Ma l’opposizione attacca: è stata messa a repentaglio la salute dei cittadini
GUARDIAGRELE. Qualcuno ha riaperto la fontana di Bocca di Valle dopo la chiusura ordinata dal sindaco Simone Dal Pozzo. A denunciarlo è lo stesso primo cittadino, che lo scorso 5 giugno ha disposto l’interruzione fornitura idrica a seguito della nota di Asl e Arta nella quale si comunicava la non conformità dell’acqua.
«Si è trattato», sottolinea Dal Pozzo, «di un atto gravissimo, irresponsabile e assolutamente ingiustificabile, tanto più perché la manovra eseguita non è semplice né agevole. Ditemi però se è prevedibile che qualcuno possa addirittura andare a riaprire una chiave di arresto? Sinceramente, penso di no. L’episodio sarà comunque oggetto di approfondimento, perché c’è stata erogazione di acqua».
« Il Comune ha fatto quello che doveva fare», prosegue il sindaco. «Chi accusa, in maniera anche pericolosamente allarmante, di non avere adottato le misure stabilite o di avere messo in pericolo la salute sbaglia perché gli atti affermano il contrario. Con la chiusura della fornitura (con una manovra che richiede anche il sollevamento di un tombino) non si correva alcun rischio perché nessuno avrebbe potuto bere. Che poi la politica debba calcare questa scena», conclude Dal Pozzo, «diventa un fatto assolutamente assurdo, perché i problemi, soprattutto se si tratta di salute, vanno approfonditi, mettendo da parte polemiche e propaganda. L’avviso di non conformità è stato affidato per il caso in cui a qualcuno venisse ancora in mente di manomettere la rete. Siamo in attesa che la Sasi ci fornisca gli elementi necessari per avviare a soluzione il problema».
Ma la polemica politica non si ferma. Dopo la consigliera comunale del Pd Inka Zulli, anche i consiglieri di centro destra del gruppo Progetto per Guardiagrele, Flora Bianco e Orlando Console, attaccano duramente il primo cittadino, accusandolo di non essersi preoccupato di far collocare nel posto, in tempo utile, dei cartelli che indicassero ai cittadini e ai turisti la presenza del problema della non potabilità dell'acqua, mettendo di conseguenza a repentaglio la salute di tutti. «Eppure», osservano i consiglieri, «soprattutto in un momento delicato e di fragilità come questo che stiamo attraversando, la massima autorità sanitaria locale dovrebbe stare molto attenta alla salvaguardia della salute pubblica. Quanto è accaduto è un fatto gravissimo, ci auguriamo solo che ora non vada ad arrecare dei problemi a nessuno».
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