Bocciati alla Sevel i turni di mezz’ora

25 Gennaio 2017

ATESSA. Sta creando malcontento in Sevel la decisione dell’azienda, definita da più parti unilaterale e tuttavia prevista dal contratto collettivo specifico di Fiat (Ccsl), di recuperare la fermata...

ATESSA. Sta creando malcontento in Sevel la decisione dell’azienda, definita da più parti unilaterale e tuttavia prevista dal contratto collettivo specifico di Fiat (Ccsl), di recuperare la fermata del 9 gennaio attraverso il ricorso alle mezze ore tra i due turni, per cinque giorni, e due mini turni di cinque ore sabato prossimo. Dopo lo sciopero dichiarato dalla Fiom su tutti i turni di recupero, anche le altre sigle sindacali sono sul piede di guerra. Il consiglio delle rsa di tutte le sigle sindacali (la cui maggioranza assoluta è detenuta dalla Fim- Cisl) ha dichiarato la procedura di raffreddamento nei confronti della decisione del direttivo aziendale. I sindacati firmatari del contratto Fiat (Fim, Uilm, Fismic) hanno inoltre presentato all’azienda una proposta unitaria che mira a superare il recupero imposto sui mini turni e a scongiurare eventuali recuperi di sabato pomeriggio. La Sevel ha preso del tempo per valutare la proposta.

Intanto da lunedì è caos nelle aree parcheggio che circondano lo stabilimento di contrada Saletti. La fabbrica del Ducato ha difatti sperimentato da decenni lo slittamento di mezz’ora per l’ingresso sulle catene di montaggio tra un turno e l’altro e la nuova soluzione ha creato numerosi e gravi disagi. Il cambio turno, infatti, arriva a contare oltre duemila lavoratori che escono ed entrano in fabbrica senza che ci sia il tempo materiale per trovare il posto auto libero. Le auto sono state quindi lasciate nei posti più impensati: attorno alle rotonde, in prossimità degli svincoli, lungo la strada. Nonostante l’arrivo della polizia municipale e del personale di sorveglianza Sevel, il caos non si è potuto evitare. Moltissimi tra i dipendenti sono arrivati in ritardo sul posto di lavoro. Intanto lunedì la Fiom ha effettuato lo sciopero di un’ora al montaggio per denunciare un episodio di insicurezza sul lavoro a seguito della caduta del componente di un macchinario, fortunatamente senza ferire nessuno, del peso di circa 50 chili. Bassa l’adesione. (d.d.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA