Bollette dei rifiuti, Turdò: «Stangata per chi vive solo»

Il comitato “No Tares” contesta gli importi dei pagamenti Tari stabiliti dai Comuni Ma i sindaci dell’Alto Vastese replicano: «La tariffa è fra le più basse d’Abruzzo»
VASTO. «Le bollette della Tari sono un’altra mazzata per i cittadini dell’Alto Vastese». Lo sostiene Antonio Turdò, a capo del comitato “No Tares”. Non sono d’accordo i sindaci.
«La tariffa è la più bassa d’Abruzzo», replica il sindaco di Guilmi, Carlo Racciatti. Dello stesso avviso il sindaco di Torrebruna, Cristina Lella: «Aumenti ci sono stati, ma le tariffe restano comunque più basse rispetto alla media».
Per Turdò le somme richieste, invece, sono troppo elevate: «In questi giorni stanno arrivando le bollette della tassa sullo smaltimento dei rifiuti riferiti all’anno 2014, da parte dell’Unione dei Comuni del Sinello, e vi assicuro che rappresentano una “mazzata” per le famiglie che abitano nei comuni dell’Alto Vastese».
L’Unione dei Comuni fa servizio di smaltimento dei rifiuti nei comuni di Guilmi, Carpineto Sinello, Carunchio, Torrebruna, Celenza sul Trigno,Palmoli e molte altre località. «La tassa in alcuni casi è arrivata a 400-500 euro», quantifica Turdò, «per i pensionati rappresenta un vero atto di macelleria sociale. Queste tariffe non ci piacciono. Il comitato “No Tares” ha prodotto un referendum a Caruncho, vinto a stragrande maggioranza con il 99% dei partecipanti», ricorda il presidente dell’associazione.
Immediata la replica del sindaco di Guilmi, Carlo Racciatti. «La tariffa della Tari è di 1,15 per cento, più l’addizionale della Provincia, e ci sono molte esenzioni a cominciare da chi grazie alla legge 104 (disabilità, ndc) per i primi cento metri quadrati non paga nulla. Non si può quindi generalizzare. E comunque ribadisco che la tariffa è fra le più basse d’Abruzzo», insiste il primo cittadino, contestando le accuse del Comitato, secondo il quale la tassazione non tiene conto né del reddito né della composizione del nucleo familiare e della residenza anagrafica.
«È forse giusto far pagare la stessa somma per l’immondizia prodotta da un nucleo di 5 persone ad un anziano solo?», chiede Turdò, «è ora di mettere in campo una proposta alternativa a questa tassa ingiusta. Noi proponiamo che la tassa abbia un collegamento diretto al nucleo familiare, in modo da privilegiare i mono-nuclei e gli anziani che vivono soli. Poi ci aspettiamo una risposta dai sindaci ad una domanda che la popolazione ci pone in modo sempre più pressante. Come è possibile che una popolazione che fa la differenziata in modo assoluto, con percentuali che sfiorano il 70% del conferito, non abbia nessun risparmio? Anzi, la tariffa è arrivata a quasi 1,30 a metro quadrato». (p.c.)
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