Bollette e multe mai pagate: 31 milioni di debiti, sì alle rate

Arriva in consiglio comunale il piano per recuperare i soldi da oltre 13mila cittadini L’amministrazione Di Primio pronta a introdurre pagamenti dilazionati fino a 60 mesi
CHIETI. Quasi 31 milioni di euro. È questa la cifra che il Comune di Chieti deve incassare per le bollette e le multe mai pagate. Sono 10.981 i residenti che hanno ricevuto i solleciti e non hanno saldato il conto aperto con il Comune; altri 2.215, poi, sono le imprese, le associazioni e gli enti privati in debito con l’amministrazione. È quanto emerge da una bozza di delibera che, il prossimo 22 maggio, dalle ore 9, arriverà in consiglio comunale: 7 pagine che riassumono l’ultimo tentativo per mettere le mani su quei soldi. L’amministrazione Di Primio con i conti in rosso è obbligata ad aumentare le entrate e, per questo, è pronta a dare il via libera alla rateizzazione delle cartelle ignorate. Nei giorni dell’emergenza coronavirus, con le famiglie e le aziende piegate dalla crisi, il Comune non ferma le riscossioni coattive: va avanti ma con la possibilità di spalmare il debito nel tempo.
IL DOCUMENTO. Il consiglio di venerdì si aprirà proprio con la discussione della modifica del regolamento delle entrate comunali: la bozza del documento che sarà esaminato contiene un prospetto della Teateservizi con le «entrate da riscuotere (solleciti e riscossione coattiva)»: i numeri della partecipata comunale dicono che c’è un buco da 30.840.367,73 euro. Gli oltre 10mila residenti-evasori devono 17.238.485,66 euro: in media ognuno di loro ha un debito di 1.569,85 euro. Il resto è dovuto da più di 2.200 persone giuridiche per un totale di 13.601.882,07 euro con una media di 6.140,80 euro per posizione.
REGOLE PER ACCEDERE. Il testo che sarà messo ai voti dice: «Ai contribuenti del Comune di Chieti, i cui debiti nei confronti dell’ente sono iscritti a ruolo, può essere concessa la rateizzazione del pagamento degli importi dovuti a specifica domanda presentata». È possibile pagare a rate cartelle di Ici, Imu, Tasi, Tarsu, Tia, Tari, acqua, pubblicità e pubbliche affissioni e Cosap. Nella domanda «è il debitore a dichiarare la temporanea situazione di obiettiva difficoltà mediante autocertificazione per importi inferiori a 60mila euro senza che l’agente di riscossione abbia l’obbligo di individuare ulteriori elementi che possano mettere a rischio l’incasso delle somme richieste. Per importi superiori a 60mila euro, la temporanea situazione di obiettiva difficoltà va documentata dal contribuente mediante presentazioni da parte di società ed enti con personalità giuridica e ditte individuali della seguente documentazioni: bilanci o qualsiasi altra documentazione comprovante lo stato di crisi». E il Comune avverte: «L’esibizione di atti contenenti dichiarazioni mendaci o false è punita ai sensi del Codice penale».
FINO A 60 RATE. La durata massima della dilazione è di 60 mesi con rata minima di 100 euro. Per importi fino a 250 euro non è prevista rateizzazione; da 250,01 a 500 cinque rate mensili; da 500,01 a 2.000 dodici rate mensili; da 2.001 a 6.000 ventiquattro rate mensili; da 6.000,01 a 20.000 trentasei rate mensili; oltre 20.000,01 sessanta rate mensili. In caso di mancato pagamento alla scadenza di tre rate, anche non consecutive, la rateizzazione decade.
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