Bollette pazze per lampade votive spente

Cimitero: luci sulle tombe fuori uso ma il consumo è da pagare. Il caso esplode prima della commemorazione dei defunti
CHIETI. Al cimitero di Sant’Anna anche le lampade votive sono defunte. Non funzionano da mesi, ma centinaia di cittadini continuano a pagare le bollette. Il servizio risulta interrotto in tutta la parte bassa del camposanto, continuando a funzionare solo nella parte alta, quella che ospita la zona più vecchia del luogo sacro. Sono diverse le segnalazioni arrivate in tal senso e perciò siamo andati a controllare di persona. Ed effettivamente, nella parte nuova del cimitero le lampade risultano spente.
La rete della pubblica amministrazione pare essere regolarmente in funzione, ma la corrente elettrica sembra non arrivare al sistema che alimenta le lampade, sia nel caso si trovino esternamente alla tombe, che nel caso siano sistemate internamente alla cappelle funebri. Le bollette, però, arrivano regolarmente a casa dei contribuenti.
Se si tratta di teatini che possono recarsi più frequentemente al camposanto, l’utenza si è subito accorta che le luci non funzionavano. In caso di persone residenti fuori città, invece, non c’è modo di venire a sapere del guasto e si continua a pagare pensando che sia tutto a posto. Per due lampade votive, con un solo allaccio, il Comune di Chieti, attraverso la propria società di riscossione Teateservizi, chiede 47 euro all’anno (costo che dal 2012 ad oggi sta aumentando di media un euro all’anno).
A gestire i servizi cimiteriali per conto del Comune è la stessa Teateservizi, ai cui addetti si sono rivolti molti cittadini per lamentare il problema, che pare sia iniziato lo scorso mese di aprile, e chiedere quantomeno di non pagare l’importo della bolletta. A quanto ci è stato riferito, a qualcuno, in maniera informale, è stato detto di non pagare. Di portare le bollette negli uffici cimiteriali e chiedere una soluzione. A qualcun altro è stato addirittura consigliato di fare la disdetta del servizio, attendere che venisse riparato e, solo dopo, riattivare il servizio. E a chi ha chiesto cosa fosse successo, sempre in maniera informale, è stato detto che ci sono stati problemi alla cabina elettrica, che c’è bisogno di installare un generatore nuovo, ma che non ci sono soldi per farlo. Le lamentele sono arrivate anche alle orecchie del consigliere di opposizione Luigi Febo che si è detto «stupito e indignato» per come viene tenuto il luogo sacro. «Lampade votive che non funzionano in molte aree cimiteriale», testimonia il consigliere del Partito democratico, «ma vengono comunque fatturate alle famiglie. La soluzione di Teateservizi è quella di suggerire, a voce, a chi contesta questo disservizio di non pagare. Così, chi non contesta o chi magari non vive a Chieti, paga un servizio che non ha e, chi non paga (perché gli è stato suggerito), non ha nessuna garanzia sul fatto che un domani (magari cambia il dirigente) quelle somme verranno richieste. Ovviamente con gli interessi di mora». E a tutto questo si aggiungono i problemi vecchi del camposanto. Dall’erba non tagliata, ai problemi di sicurezza e alle odiatissime nuove chiusure alla domenica pomeriggio. Chiusure che sospese per circa un mese in questo periodo, a cavallo della festa dei defunti. Da metà novembre, però, tutto tornerà come prima. «Non può, la mancanza di personale, essere una motivazione per non lasciarlo aperto. Almeno fino al tramonto», conclude Febo.
Arianna Iannotti

