«Bollette Tari in ritardo colpa della Teateservizi»

19 Maggio 2018

Di Primio contro la partecipata: soliti errori. L’opposizione: sindaco responsabile E l’amministratore Festa è già pronto a dimettersi dopo soli 8 mesi di mandato

CHIETI. Il sindaco Umberto Di Primio contro la Teateservizi. In una lettera riservata, il sindaco boccia la società comunale della riscossione dei tributi e lo fa senza appello. Di Primio accusa la Teateservizi del «colpevole ritardo nella consegna delle bollette della Tari con conseguente mancato incasso», della «piscina chiusa per mancanza di energia elettrica», di «quotidiani disservizi» e «soliti errori» e parla «buoni propositi» che sarebbero rimasti tali. La lettera di Di Primio, inviata ai vertici della Teateservizi e anche agli assessori, apre la polemica e innesca un terremoto che potrebbe portare alle dimissioni dell’amministratore unico Carlo Festa, chiamato proprio dal sindaco il 28 settembre scorso, 8 mesi fa, a rimettere ordine nella partecipata. Festa ha risposto con una lettera in cui annuncia di essere pronto ad abbandonare la guida della Teateservizi. E l’opposizione, con un asse M5S-Pd, si scaglia contro il sindaco definito «artista dello scaricabarile».
Secondo Di Primio, il cambio al vertice della Teateservizi, con la nomina di Festa e l’alleggerimento delle deleghe del direttore generale Antonio Barbone per permettergli di concentrarsi sulla riscossione, avrebbe portato «risultati che hanno il sapore delle vecchie inefficienze e dei vecchi insuccessi». E un passaggio, senza le devianze del politichese, svela quello che Di Primio pensa della Teateservizi: «Avere le continue proteste dei cittadini che, giustamente, lamentano le inefficienze del front-office, vedere sbattuta in prima pagina la chiusura della piscina perché ci siamo fatti tagliare la luce, contare su un programma di incassi che non si realizza perché non siete capaci di inviare i bollettini per tempo, assistere alla farsa dell’assemblea convocata e sconvocata per approvare il bilancio, sono i tasselli di un mosaico dove è rappresentato l’insuccesso della Teateservizi». Il sindaco, ufficialmente, non chiede passi indietro ma invoca un cambio di passo «al fine di rendere quanto meno sufficiente l’attività».
L’opposizione attacca Di Primio: «Il sindaco», dicono Ottavio Argenio e Manuela D’Arcangelo del M5S, Chiara Zappalorto, Alessio Di Iorio e Alessando Marzoli del Pd, Diego Ferrara (Chieti per Chieti), Bruno Di Paolo (Giustizia sociale) ed Enrico Raimondi (L’Altra Chieti), «accusa duramente la nuova governance dalla società partecipata rea, a suo dire, di non aver risolto i problemi legati alle entrate del Comune e, anzi, di averne creati di nuovi come, ad esempio, il ritardato invio della fatturazione Tari del 2018. Siamo alle solite», proseguono, «il sindaco non perde occasione di lanciare accuse nei confronti degli altri per tentare di fuggire dalle sue responsabilità. Per quanto siamo convinti che i servizi offerti dalla società partecipata possano essere migliorati», dicono i consiglieri di minoranza, «non possiamo tacere delle difficoltà nelle quali la Teateservizi si trova costretta a operare per cause che dipendono unicamente dal suo socio unico, il Comune, e dunque il sindaco e questa giunta». Sulla Tari in ritardo, con i bollettini in arrivo proprio in questi giorni a fronte di scadenze fissate a un mese fa, l’opposizione dice: «Il ritardo che il sindaco attribuisce senza mezzi termini alla Teateservizi è solo ed esclusivamente colpa del Comune che ha approvato le tariffe il 31 marzo scorso con una delibera che prevedeva la data del 15 aprile come scadenza della prima rata, comunicata a Teateservizi solo il successivo 6 aprile». Secondo l’opposizione, il sindaco avrebbe «idee molto confuse su come gestire la nostra città e gli effetti del suo operato si sono rivelati devastanti».
«L’opposizione farebbe bene a tacere», risponde secco il sindaco, «questa opposizione è incapace di pensare ed è il motivo per cui la gente di Chieti continua a scegliere il centrodestra: si buttano sempre dalla parte sbagliata e lo fanno anche al momento sbagliato».