Bomba contro il bar, ingresso distrutto

28 Febbraio 2019

Ordigno artigianale danneggia il locale e spacca i vetri delle case vicine. I titolari: mai minacciati. Caccia a due persone in moto

LANCIANO. Hanno posizionato l’ordigno rudimentale ai piedi dell’inferriata che protegge la porta d’ingresso al bar-tabacchi, hanno accesso la miccia e sono fuggiti. Poco dopo un boato ha interrotto la quiete di un martedì sera qualunque a Villa Scorciosa, frazione di Fossacesia. Così hanno agito gli autori dell’attentato esplosivo al bar Amaranto in via Canaparo, che ha mandato in frantumi le insegne e la porta a vetri del locale e danneggiato l’interno. Tanta paura ma nessun ferito.
LA CRONACA. Erano le 21,40 circa quando l’esplosione ha squassato la contrada. Chi era in casa o a letto ha pensato a un terremoto. Dal vicino Circolo San Giuseppe è subito accorso un gruppo di residenti che stava guardando la partita di Coppa Italia alla tivù. Davanti a loro fumo, forte odore di zolfo e a terra un tappeto di schegge di vetro e pezzi di plastica sparsi per tutta la strada. L’onda d’urto ha mandato in frantumi tutti i vetri della casa di fronte, per fortuna disabitata, fin sul retro. Nessuno è rimasto ferito, ma nella vicina chiesa di San Carlo si stava tenendo un’adorazione eucaristica e di lì a poco diverse persone, anche anziane, sarebbero passate davanti al bar per far ritorno alle proprie abitazioni. I titolari del bar, Maria Assunta Staniscia e il marito Patrizio Cocco, hanno chiuso il locale alle 20 e sono tornati nella loro casa di Guastameroli, a Frisa. A richiamarli un’ora e mezza dopo sono stati alcuni clienti appena accorsi al bar dopo lo scoppio. «Gestiamo il bar da 8 anni e non abbiamo mai ricevuto minacce né avuto discussioni o screzi con qualcuno», sono state le prime parole della titolare, visibilmente scossa per l’accaduto.
LE INDAGINI. La bomba fatta esplodere era un ordigno rudimentale, realizzato con la polvere pirica. Troppo grande per passere tra le grate dell’inferriata, per questo è stata posizionata al di fuori. La miccia, una volta accesa, ha dato il tempo sufficiente agli autori dell’ordigno di allontanarsi. Nella zona, poco prima dell’esplosione, è stato segnalato il passaggio di un motociclo con due persone a bordo, seguito da un’auto. Le indagini della polizia di Lanciano, intervenuta con la squadra Anticrimine e la Scientifica, procedono a tutto campo. Al momento non ci sono ipotesi privilegiate, anche se viene escluso il tentativo di furto: troppo il clamore provocato dall’esplosione e poi chi ha posizionato l’ordigno è fuggito subito dopo. «È presto per poter fornire una spiegazione a quanto accaduto», commenta il vice questore Lucia D’Agostino, «è un episodio insolito perché i proprietari del bar sono persone perbene, hanno buoni rapporti con tutti e nessun sospetto». Potrebbe essersi trattato di un gesto intimidatorio o di un atto vandalico. La polizia ha acquisito le immagini della telecamera del locale e sta verificando la presenza di altri impianti nella zona.
IL SINDACO. «L’esplosione di martedì sera conferma come la criminalità agisca in maniera spregiudicata, facendo uso di ogni mezzo pur di raggiungere i suoi obiettivi», commenta il sindaco Enrico Di Giuseppantonio, «per fortuna la deflagrazione ha provocato solo danni, ma questo non può essere un sollievo. È l’atto in sé che preoccupa. L’auspicio è che le forze dell’ordine identifichino presto i responsabili. Il Comune è da tempo in attesa del finanziamento per la videosorveglianza, anche a Villa Scorciosa».
LA POLIZIA. Chiede rinforzi il sindacato di polizia Coisp: «L’ordigno fatto esplodere davanti all’ingresso di un bar tabacchi a Fossacesia è il segnale della permeabilità in questo territorio di una certa delinquenza, presumibilmente importata da regioni confinanti, che sta cercando di affermarsi utilizzando atti di intimidazione che sembrano avere tutte le caratteristiche dei metodi mafiosi».