Bombe di aereo inesplose nel porto e in un pescheto

29 Maggio 2018

Vasto, esperti al lavoro nello scalo marittimo nell’area riservata ai pescherecci A San Salvo raccolta della frutta ferma in un terreno per la presenza dell’ordigno

VASTO. Da Vasto a Torino di Sangro, passando per San Salvo, Cupello e Casalbordino: il territorio abruzzese settantacinque anni fa fu bersagliato da una pioggia di bombardamenti. Nei campi, sulla spiaggia, sui fondali marini il ritrovamento di residuati bellici è frequente. Due in un mese gli ordigni inesplosi tornati in superficie. Ad aprile è riaffiorata una bomba fra le radici di un pesco. Giovedì scorso nel porto di Vasto è stata ritrovata dai militari dello Sdai (Sminamento difesa antimezzi insidiosi) di Taranto, al di sotto dell’area pescherecci, un’altra bomba d’aereo.
Non è la prima volta che accade. Quattro anni fa in fondo al mare venne addirittura scoperto un piccolo deposito di bombe e munizioni trascinato dalle correnti marine e sprofondato negli abissi. Ordigni sganciati sulla costa Adriatica il 2 dicembre 1943 da 105 bombardieri Junkers Ju 88 della Luftflotte tedesca durante gli attacchi alle navi statunitensi. Quattro anni fa la guardia costiera e i reparti subacquei della Marina militare hanno fatto brillare in mare alcuni residuati bellici: un mortaio inglese da 31 millimetri, un altro ordigno da 76 millimetri e uno da 56 millimetri, più bossoli vari e una cassetta di munizioni di piccolo calibro. Gli ordigni contenevano ancora esplosivo. L’ultimo, lungo circa 70 centimetri, è stato opportunamente imbracato e trasferito ieri in una zona di sicurezza dai palombari del Nucleo Sdai di Ancona, competente per territorio. I nuclei Sdai, che fra i compiti istituzionali hanno proprio l’intervento d’urgenza sui residuati inesplosi in mare e lungo la battigia, hanno operato con grande discrezione come hanno fatto in molte altre occasioni.
Anche l’agricoltore di San Salvo proprietario del terreno in cui è riaffiorata la bomba ad aprile, spera che il recupero avvenga presto. La raccolta delle pesche è imminente. Il terreno è in località Formale. Il residuato bellico è spuntato fuori durante le operazioni di sfoltimento degli alberi di pesco. Il proprietario ha avvisato i carabinieri della locale stazione. L'area è stata interdetta per motivi di sicurezza. Anche quella bomba risale al 1943. Dovrebbe essere innocua, ma sarebbero tutti più sereni se gli artificieri dell’Esercito provvedessero a portarla via. Al proprietario del pescheto è stato assicurato che entro la prossima settimana verrà effettuata l’operazione di recupero. L’uomo e chi risiede nella zona saranno avvertiti qualche giorno prima. Durante le operazioni di recupero l’area sarà evacuata ed interdetta per motivi di sicurezza. (p.c.)
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