Bonifica dei terreni contaminati Il Pd: la Regione ha perso i fondi

Il consigliere Paolucci accusa: «Giunta Marsilio immobile, il territorio continua a essere inquinato» Febbo (Forza Italia) replica: «Il progetto esecutivo è in via di definizione, sono pronti 700mila euro»
CHIETI. Niente da fare per la bonifica della Val Pescara. Secondo il capogruppo Pd in consiglio regionale Silvio Paolucci, la Regione ha perso la possibilità di recuperare i 10 milioni stanziati dalla precedente amministrazione regionale. Rifiuti industriali sotterrati, intere aree oggetto di sversamenti incontrollati di vario genere, compreso amianto e altri veleni: c’è chi ha parlato di «bomba ecologica» per descrivere l’area industriale della Val Pescara ricompresa nel Sir di Chieti Scalo.
Il Sir, sito di interesse regionale per il livello di inquinamento ambientale, è il risultato di decenni di politica industriale in cui si poteva fare di tutto in tema di smaltimento dei rifiuti industriali. Preso atto che la zona va bonificata, nel 2016 il Masterplan della Regione ha stanziato 10 milioni di euro da utilizzare sia per il Sir di Chieti Scalo che per quel quello del Saline-Alento. Nel 2017 è stata fatta la caratterizzazione ambientale, vale a dire lo studio di cosa era stato sotterrato nelle aree del Sir, a seguito della quale sarebbe dovuta iniziare la bonifica. Che però non è mai iniziata. Anche perché nel 2020 la nuova amministrazione regionale prende i 10 milioni e li sposta per far fronte all’emergenza Covid. I soldi vanno a finire del cosiddetto Cura Abruzzo, ma il presidente Marco Marsilio rassicura dicendo che, previo accordo con il governo (il cosiddetto accordo Provenzano), potrà reintegrare le risorse, passata l’emergenza Covid.
Arrivato finalmente il momento del reintegro, però, la Regione sembra aver perso il treno, perché per attingere ai 123 milioni di euro messi a disposizione dal decreto Carfagna (successore di Provenzano) occorre il progetto definitivo, che non c’è, nonostante lo stesso Marsilio avesse lasciato il 7% dei 10 milioni a disposizione per la progettazione. E insomma, i soldi per la progettazione ci sono ma il progetto non c’è e così sfumano anche i 10 milioni.
È quanto ricostruisce il capogruppo Pd che, in un’interpellanza, chiede alla Regione che fine abbiano fatto i 10 milioni per la bonifica dei siti inquinati e gli viene risposto che non ci sono le risorse né la progettazione richiesta per averle. «È tutto fermo in merito alla bonifica del sito di interesse regionale di Chieti Scalo», dice infatti Paolucci, «dalla risposta della giunta a una mia interpellanza, emerge che in due anni e mezzo il governo regionale di centrodestra è riuscito solo a togliere i finanziamenti, lasciando sospesa la progettazione. L’ennesimo inganno è svelato, nei fatti non sono riusciti nemmeno a produrre la progettazione esecutiva che avrebbe consentito di attingere ai 123 milioni di fondi messi a disposizione dal ministro Mara Carfagna, con cui si potevano ricostruire le poste del Masterplan deviate su altri progetti», continua l’ex assessore regionale al bilancio, «sappiamo che è stata siglata in estate la convenzione per definire la fase progettuale che si dovrebbe chiudere entro il 31 ottobre, ma ad oggi non si sa se esiste un progetto esecutivo pronto per agire».
Ma secondo il capogruppo di Forza Italia Mauro Febbo il progetto esecutivo si starebbe concludendo: «È stato infatti aggiornato il progetto definitivo di bonifica finanziato con fondi Masterplan», dice Febbo, «per un importo pari a 700mila euro per la progettazione esecutiva. Arap, che è il soggetto attuatore, sta procedendo alla revisione e all’adeguamento al Codice dei contratti; la stesura definitiva quindi è prevista entro la fine di novembre». Secondo Paolucci, però, anche se ciò fosse vero, ultimare il progetto a novembre è ormai troppo tardi. Su queste date, a dir poco ballerine, si gioca il futuro della bonifica della Val Pescara.
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