Bonifica dell’ex discarica In bilancio 700mila euro

L’impianto in contrada Serre è chiuso da 23 anni ma continua a rilasciare percolato L’assessore Verna: intervento di sicurezza ambientale, non potevamo più sottrarci
LANCIANO. A cinque anni dall’approvazione del progetto e a 23 dalla chiusura, si darà il via, entro il 2019, alla bonifica della discarica di Serre. Una vera e propria bomba ecologica che, a distanza di tanti anni, produce ancora effetti sull’ambiente e sulle casse comunali dati gli altissimi costi di gestione e la continua produzione di percolato, il liquido che fuoriesce dalla decomposizione dei rifiuti e dall’infiltrazione delle acque meteoriche, il cui prelievo costa al Comune 80mila euro l’anno. La decisione è stata assunta dal consiglio comunale nell’ambito dell’approvazione del bilancio di previsione. Si tratta dello stanziamento di 700mila euro per dare il via ad una prima messa in sicurezza del sito dal momento che le operazioni di bonifica ammontano ad oltre 2 milioni di euro. La questione è stata a lungo dibattuta anche a livello giuridico, tanto da sfociare in un arbitrato tra l’ex gestore della discarica, la società Ecologica Sangro, e il Comune di Lanciano per definire a chi competessero le spese per il ripristino dei luoghi. Il giudice ha stabilito una compartecipazione delle parti con il pagamento di 700mila euro da parte dell’Ecologica Sangro e dei restanti 1 milione e 400mila euro da parte del Comune. «Mi sono assunto la responsabilità di una scelta poi condivisa dall’amministrazione», ha detto in aula l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «e abbiamo inserito nel piano delle opere pubbliche la bonifica di Serre che era una cosa che dovevamo fare. Se non avessimo deciso di investire in questa importante operazione è chiaro che probabilmente avremmo potuto contrarre un mutuo dello stesso importo, ad esempio per la manutenzione delle strade, ma è stata una nostra scelta intervenire in questo senso. Parliamo comunque di sicurezza, in questo caso si tratta di sicurezza ambientale, cosa alla quale, nel caso dell’ex discarica di Serre, non potevamo più sottrarci». Gli uffici comunali si occuperanno quindi inizialmente della divisione del progetto complessivo in tre lotti e poi si darà il via alla gara. Il progetto iniziale era stato approvato già nel 2013 e stabiliva la messa in sicurezza operativa della discarica prevedendo un sistema per gestire le emissioni di gas metano nell’atmosfera, migliorare la gestione del percolato e “incapsulare” il sito in modo da risultare finalmente inoffensivo. L’ex discarica è difatti ancora “reattiva”, con la produzione di percolato che a causa delle pareti non più impermeabili penetra nel terreno, e di gas, di cui il 40% è costituito da metano. Serre da anni è una collina imbottita di veleni di tutti i tipi finita nel mirino di un’inchiesta penale che aveva accertato la presenza di pericolosi inquinanti come metalli pesanti, arsenico, cromo totale e nichel, finiti nei terreni e nelle falde acquifere dal 1970 al 1995.
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