«Bonifica, nominare il commissario era necessario»

20 Novembre 2014

VASTO. Plaude al commissariamento del Consorzio di Bonifica sud non senza rimarcare il ritardo con cui è stato adottato il provvedimento. Si registra la reazione della Copagri Abruzzo sulla nomina...

VASTO. Plaude al commissariamento del Consorzio di Bonifica sud non senza rimarcare il ritardo con cui è stato adottato il provvedimento. Si registra la reazione della Copagri Abruzzo sulla nomina dell’architetto aquilano Sandro Annibali ai vertici dell’ente consortile finito a più riprese nella bufera per i conti in rosso. L’intervento dell’associazione degli agricoltori arriva all’indomani della notizia data dal Centro sul nuovo corso del Consorzio affidato ad un professionista che non è espressione del territorio, circostanza che ha spinto Agostino Monteferrante, membro dell’assemblea nazionale del Pd di area renziana ad una dura reprimenda all’indirizzo della classe politica locale. «É stata la Copagri con due note, una del 27 giugno e l’altra del 25 agosto a chiedere un deciso intervento allo scopo di porre fine alla gestione corrente espressione della politica e non più rappresentativa dei consorziati», rimarca Camillo D’Amico, vice presidente vicario, «questa richiesta è stata reiterata durante l’incontro ufficiale avuto il 28 settembre con l’assessore regionale Dino Pepe. La nomina del commissario risponde all’eccezionalità del momento contingente che vive l’ente consortile, ed è l’unica scelta percorribile per porre fine ad una gestione che ha ubbidito solo agli ordini ed ai desideri di certa politica regionale ormai passata che non ha voluto tener conto delle istanze ed aspettative espresse e rappresentate dal mondo agricolo. Giova ricordare che le rappresentanze del mondo agricolo furono estromesse dagli organi collegiali consortili con futili motivazioni e per una strumentale e restrittiva interpretazione dei contenuti statutari. La terzietà e l’autorevolezza del Commissario tenderà a fare chiarezza sui debiti e crediti, sul volume dei contenziosi. Ciò sarà necessario per poter predisporre un rigoroso piano di rientro,la predisposizione di un piano di ristrutturazione del personale e la chiusura del contenzioso», conclude D’Amico.(a.b.)

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