Boom di presenze al Museo della Battaglia

Ortona. Nei primi sei mesi dell’anno registrati oltre 6mila visitatori, provenienti anche dall’estero
ORTONA . Il Museo della Battaglia di Ortona fa registrare un boom di presenze che conferma il trend positivo già dimostrato in passato. Nei primi sei mesi di quest’anno sono stati 6.280 i visitatori all’interno dei locali di corso Garibaldi, che custodiscono una parte preziosa della storia della città. Numeri importanti se si tiene conto anche del fatto che nei mesi di gennaio e febbraio il servizio è stato momentaneamente sospeso per permettere lo svolgimento di lavori di manutenzione. Tutto questo, però, non ha causato alcun calo di presenze, a differenza di quanto poteva essere preventivabile. L’insieme delle visite è costituito da 1.390 studenti con le classi scolastiche, 2.250 visitatori organizzati in gruppi (dei quali il 39% di provenienza estera e il 61% italiana), quasi 2.000 presenze individuali e famigliari (di cui il 35% proveniente dall’estero e il 65% dall’Italia). Tra le provenienze estere da sottolineare quelle più consistenti, che possono essere ricondotte a Paesi come Canada, Inghilterra, Germania e Stati Uniti d’America, ma va evidenziato anche un interessante flusso dalla Spagna, dal Belgio, dall’Argentina e addirittura da Israele. «Il nostro Museo della Battaglia», commenta il sindaco Leo Castiglione, «si conferma una importante attrattiva e un luogo di interesse che ha tutte le potenzialità per essere ulteriormente promosso e sviluppato nel prossimo Polo museale ortonese a Palazzo Farnese». Non mancano, inoltre, quegli utenti che hanno seguito le iniziative promosse dai servizi culturali del Comune di Ortona tra le quali mostre, incontri, progetti di alternanza scuola-lavoro con gli istituti superiori della città e che portano a far vivere i tragici eventi bellici all’interno della identità ortonese.
«Il Muba deve diventare sempre di più un luogo dove i valori della nostra memoria dialogano con il resto del mondo in una prospettiva di pace», aggiunge il vicesindaco nonché assessore con delega alla cultura Vincenzo Polidori. «Ad iniziare dalle vittime civili», conclude lo stesso Polidori, «che sono purtroppo la costante storica di ogni guerra». (a.s.)
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