Borgia: «Serve più personale per aumentare le cure a casa»

22 Dicembre 2021

La direttrice del distretto sanitario Asl lancia l’appello: «Bisogna raddoppiare medici e infermieri» No alle feste e alle recite scolastiche: «Durante il periodo natalizio non si può abbassare la guardia»

CHIETI. «La casa è il primo luogo di cura», ad affermarlo è la dottoressa Rosa Borgia, direttore del distretto sanitario della Asl Lanciano Vasto Chieti, vice presidente nazionale Card e presidente Card Abruzzo, la Società scientifica degli operatori di circa 600 Distretti socio-sanitari d’Italia. «Tanto fu espresso già nel 2013 sul Manifesto Card delle cure domiciliari», spiega Borgia, «oggi il tema è attualissimo perché è necessario un adeguato supporto di cura a casa di centinaia di migliaia di persone positive al Covid, ma si tratta di una realtà che esiste da sempre, con milioni di persone fragili con bisogni di assistenza domiciliare a lungo termine. Abbiamo visto in pandemia che i pazienti in Assistenza domiciliare integrata, non malati di Covid, sono rimasti tutelati rispetto ai contagi. Inoltre grazie ai colleghi delle Unità speciali di Continuità assistenziale, siamo riusciti a mantenere a domicilio pazienti affetti da Covid. Questi hanno avuto una prognosi favorevole, più di coloro inappropriatamente ospedalizzati, e questo vale ancora di più oggi che è possibile l’intervento drastico farmacologico con terapia antivirale e monoclonale».
CURE A CASA L’importanza delle cure domiciliari e l’implementazione del territorio è quanto è stato evidenziato nel XIX Congresso nazionale Card tenutosi a Napoli con la partecipazione del professor Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di Sanità. In sede congressuale è stato riconfermato che l’assistenza domiciliare è un anello fondamentale del sistema di cura oltre che nel paziente anziano cronico pluripatologico anche nei confronti di tanti minori portatori di patologie gravi ed handicap.
APPELLO PER IL PERSONALE «Bisognerà tener conto della necessità di raddoppiare il personale sanitario e di spingere sull’uso di strumenti di telemedicina e sulla digitalizzazione del territorio», spiega Borgia, «risulta necessario che i decisori politici e tecnici pongano in capo ai Distretti sanitari la responsabilità gestionale unitaria, una sorta di regia organizzativa di tutto il sistema domiciliare. Auspico un Distretto rinforzato per un nuovo sistema di cure a casa, alternativo all’ospedale e alle Case di riposo, per garantire sicurezza e dignità di vita. Il Distretto sanitario, come si è visto durante la pandemia, è l’unica organizzazione pubblica che mette insieme sanità e welfare per promuovere la salute dei cittadini».
VACCINI In questo momento, i distretti accompagnano il Dipartimento di Prevenzione, sostengono gli hub vaccinali in prima linea per quanto riguarda la dose booster di vaccino, e cercano di avvicinare alle prime dosi coloro che risultano ancora incerti. «I dati della quarta ondata Covid», dice ancora la dottoressa, «nonostante la nuova variante Omicron, dovrebbero rassicurare rispetto all’efficacia del vaccino. La maggior parte dei pazienti ricoverati in situazione di gravità sono cittadini non vaccinati o pazienti molto anziani e fragili con più patologie. Se si fa un parallelo temporale rispetto al 2020 risulta evidente l’effetto della campagna vaccinale. Si paga un po’ lo scotto di aver avuto in ritardo il vaccino per i minori dai 14 ai 18 anni perché gli stessi, con la riapertura delle scuole, sono poi diventati vettori del contagio verso genitori e parenti. Ma se la frequenza scolastica in presenza è indispensabile per la cultura e il benessere psicologico dei giovani, è importante anche mantenere alta l’attenzione».
NO ALLE RECITE «Per questo motivo», conclude Borgia, «è stata segnalata dai sindaci e anche dal prefetto di Chieti e dalla direzione generale dell’Asl 2, la inopportunità di feste, recite e attività ludiche incontrollate durante il periodo natalizio». (m.d.s.)