Borrelli all’Anas: avete i fondi la manutenzione fatela voi

ATESSA. «Il problema da noi segnalato nel sottopasso della via comunale degli Orti, che provocava allagamenti ad ogni temporale, non ha nulla a che fare, come da voi sostenuto, con le fogne comunali,...
ATESSA. «Il problema da noi segnalato nel sottopasso della via comunale degli Orti, che provocava allagamenti ad ogni temporale, non ha nulla a che fare, come da voi sostenuto, con le fogne comunali, che tra l’altro sono gestite dalla Sasi Spa». È questo l’inizio della risposta che il Comune di Atessa indirizza all’Anas. La polemica nasce da alcuni lavori eseguiti dal Comune su infrastrutture dell’Anas e del Consorzio di bonifica sud. Il Comune di Atessa non ha intrapreso una battaglia solo contro l’Anas ma ha richiamato diversi enti al rispetto del proprio ruolo e delle proprie responsabilità nella zona industriale più importante d’Abruzzo.
Tornando all'Anas. «Dalla vostra risposta», sostiene il sindaco Giulio Borrelli, «si ha l’impressione che le acque piovane defluiscono dal fosso di guardia della statale 652 verso il sottopasso. In realtà è vero il contrario; l’acqua che, in seguito alla realizzazione della Fondovalle Sangro, inevitabilmente finisce nel sottopasso a quota più bassa del terreno circostante confluisce attraverso una tubazione nel fosso di guardia della statale 652».
A causa della mancata manutenzione, il fosso di guardia era occluso da terra e vegetazione tanto che lo stesso non risultava visibile. «Come può essere dimostrato da documentazione fotografica, si può capire che la manutenzione non veniva effettuata da decenni. Pertanto l’acqua non poteva defluire verso il fosso, che con l’intervento del Comune ha ripreso la sua funzionalità. Per il futuro auspichiamo che l’Anas, proprio in considerazione delle risorse finanziarie e umane di cui dispone, provvederà alla manutenzione delle scarpate, delle cunette e delle aree di pertinenza senza che sia il Comune a segnalare e intervenire. Auspichiamo inoltre che le priorità comprendano le zone più popolate e dove sono presenti le attività produttive». Matteo Del Nobile
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

