Borrelli: «Così ho tenuto aperte le fabbriche»

Il sindaco e la zona rossa in paese e in Val di Sangro: «Colmato un vuoto ma la Regione spieghi meglio»
ATESSA. Zona rossa e accesso alle fabbriche della Val di Sangro: dopo l’ordinanza del presidente della Regione, Marco Marsilio del 5 febbraio scorso con la quale, tra l’altro, istituiva la zona rossa ad Atessa, San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria, è stato il sindaco Giulio Borrelli ha prendere delle decisioni che rischiavano di paralizzare, o mandare quantomeno in caos, le industrie della Val di Sangro. Il tam tam, non solo sui social, è iniziato nel tardo pomeriggio di venerdì dopo che l’ordinanza di Marsilio istituiva la zona rossa dalla mezzanotte dello stesso giorno. Questa la domanda ricorrente: «Ma domani mattina possiamo andare a lavorare nella zona rossa?». È stato il sindaco Borrelli ha risolvere l’impasse: «È urgente un vostro chiarimento», ha scritto il sindaco all’assessore alla salute Nicoletta Verì e al direttore del Dipartimento sanità, Claudio D’Amario, «al fine di evitare che alla mezzanotte di oggi (venerdì’ 5 febbraio, ndc, si blocchi la produzione nella zona industriale più importante della regione che ospita tra l’altro aziende come la Sevel e la Honda». Borrelli ha così deciso: «Nelle more della vostra risposta vi comunico che autorizzo l’ingresso e l’uscita dal comune di Atessa di tutte le persone che hanno comprovate esigenze lavorative».
Borrelli per assumersi questa responsabilità si è servito del punto 8 dell’ordinanza di Marsilio del 5 febbraio che prevede: “In eventuali casi non contemplati l’ingresso ai Comuni è possibile esclusivamente a fronte di autorizzazione rilasciata dal sindaco sulla base di propria valutazione a fronte di situazioni di urgenza e indifferibilità”. «Le fabbriche, tutte le fabbriche, e gli uffici restano aperti. Chi deve entrare in Atessa o uscire, per ragioni di lavoro, può farlo», precisa il giorno dopo Borrelli che aggiunge: «L’ordinanza regionale sulla zona rossa non specificava se le fabbriche dovessero chiudere o meno. Abbiamo colmato un vuoto e risposto a tarda sera, come potevamo nella situazione data, alle pressanti domande di dirigenti di fabbriche, sindacati e cittadini. La Regione dovrebbe al più presto integrare e spiegare meglio la sua ordinanza».
Sull’argomento intervengono anche Michele Lombardo, segretario generale della Uil Abruzzo: «La Regione faccia immediatamente chiarezza sull’ingresso dei lavoratori nelle zone rosse istituite in Abruzzo: si rischia il black out produttivo, in particolare in Val di Sangro» e Fabio Cocco, responsabile Lavoro privato Usb Abruzzo che chiede al prefetto di Chieti: «Un intervento urgente al fine di verificare la correttezza dell’ordinanza da parte del sindaco di Atessa di autorizzare l’ingresso e l’uscita dal comune di tutte le persone che hanno comprovate esigenze lavorative».
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