Botte alla moglie, 8 mesi di carcere
SANTA MARIA IMBARO. Nuova condanna a otto mesi di reclusione per il 35enne albanese, residente a Santa Maria Imbaro. Ieri il processo, con rito abbreviato, per maltrattamenti in famiglia:...
SANTA MARIA IMBARO. Nuova condanna a otto mesi di reclusione per il 35enne albanese, residente a Santa Maria Imbaro. Ieri il processo, con rito abbreviato, per maltrattamenti in famiglia: schiaffeggiava e offendeva la moglie anche in presenza delle tre figlie di 2, 4 e 7 anni. Il gup Andrea Belli ha ritenuto l’uomo colpevole e ha aggiunto alla pena di tre anni, inflittagli nel luglio scorso (sempre per maltrattamenti verso la moglie che vessava fisicamente e moralmente e le tre figlie), altri otto mesi di reclusione. La Procura aveva chiesto una condanna di due anni. L’uomo, rappresentato dall’avvocato Roberto Crognale, ha già scontato due mesi di reclusione, visto che nel giugno 2015 è stato arrestato dagli uomini del commissariato di Lanciano che lo colsero in flagranza di reato: lo fermarono davanti alla casa dei suoceri, a Fossacesia, dove la moglie e i bambini si erano rifugiati per sfuggire alle sue continue violenze. Gli agenti lo avevano sorpreso mentre prendeva a calci la porta d’ingresso per entrare. Sfuriate, botte, minacce fatte in momenti di ira, sarebbero stati sopportati dalla moglie fino all’estate scorsa, quando la donna ha presentato due denunce, una poi ritirata. «Per la prima denuncia di maltrattamenti, ritirata dalla donna, l’uomo è stato condannato a tre anni», precisa l’avvocato Crognale, «questa è la seconda denuncia che ha portato ad un’altra condanna di otto mesi, che però appelleremo in quanto il capo di imputazione è da ritenersi nullo: è uguale a quello che ha portato alla prima condanna». (t.d.r.)

