Botte alla moglie e ricatti con i video sexy

9 Agosto 2019

Un uomo di 43 anni non potrà più avvicinarsi alla ex, picchiata anche quando era incinta e davanti ai figli minorenni

CHIETI. «Se non torniamo insieme, invio a tutti i video in cui stiamo facendo sesso». Così terrorizzava la moglie, arrivando a picchiarla e vessarla anche quando era incinta. Un uomo di 43 anni, residente alle porte di Chieti, non potrà più avvicinarsi alla donna. Glielo impedisce un’ordinanza firmata dal giudice Marcello Cozzolino dopo le indagini dei carabinieri della stazione di Bucchianico.
A mettere nei guai l’indagato, accusato di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, sono stati gli sms e i messaggi vocali inviati alla compagna. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, dopo aver iniziato la relazione nel 2006, l’uomo ha avuto costantemente «atteggiamenti violenti e prevaricatori» verso la donna, picchiandola anche alla presenza dei figli minori. In altre parole, come scrive il pm, l’ha ossessionata con una gelosia immotivata, ingiuriandola e minacciandola in ogni modo possibile «in occasione di accessi d’ira dovuti a futili motivi o all’abuso di sostanze stupefacenti». La situazione, secondo la denuncia presentata dalla donna, è notevolmente peggiorata negli ultimi mesi del 2018. A tal punto che la vittima, insieme ai figli, è stata costretta a lasciare casa e a trasferirsi in un altro paese. Ma non è sufficiente per mettere fino all’incubo, perché lo scenario è diventato sempre più preoccupante. Il 43enne ha iniziato a tempestarla di telefonate e messaggi attraverso i quali le chiedeva di riallacciare la relazione sentimentale o comunque di accoglierlo in casa e tornare a vivere insieme. Al rifiuto della donna, per ritorsione, l’ha minacciata di inviare ad amici e parenti filmati hard che la riguardavano. Era talmente ossessionato da pedinarla per strada e sul posto di lavoro. In più occasioni, le avrebbe anche danneggiato la macchina. In altri casi, invece, l’ha offesa in pubblico pesantemente, minacciandola di morte, additandola come «una donna dai facili costumi» e invitando chi era presente a quelle sfuriate «a portarsela al letto». Fatto sta che questi comportamenti, andati avanti fino allo scorso giugno, hanno provocato alla vittima «un giustificato stato d’ansia, inducendola a modificare le proprie abitudini di vita». Così la donna ha deciso di denunciare tutto in caserma. La procura ha chiesto e ottenuto la misura cautelare perché c’è il pericolo concreto che l’indagato continui con «le vessazioni fisiche e psicologiche»: ora dovrà mantenere almeno 200 metri di distanza dalla ex e dai suoi figli.
Il 43enne, assistito dall’avvocato Francesco Bucceroni, respinge le accuse: ieri ha fornito la sua versione dei fatti durante l’interrogatorio in tribunale.
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