Botte durante la festa in famiglia: un arrestato e tredici denunciati

I carabinieri controllano un uomo in detenzione, autorizzato dal giudice a partecipare a un pranzo: un 35enne, parente del pregiudicato, reagisce colpendo uno dei militari con calci, schiaffi e pugni
CASALBORDINO. È finito all’ospedale San Pio di Vasto un appuntato dei carabinieri di 31 anni, aggredito a calci e pugni da S.D.R., un 35enne di etnia rom di Casalbordino, già in regime di sorveglianza, che stava passando il Ferragosto con un parente in detenzione domiciliare a cui il giudice di sorveglianza di Pescara aveva concesso l’autorizzazione per trascorrere in famiglia la festività. Il rom non ha gradito il controllo dei militari ed ha colpito ripetutamente uno di loro con calci e pugni, facendolo cadere a terra e ricoprendolo di insulti. Il carabiniere ha riportato un trauma cranio cervicale e altre contusioni, giudicate guaribili in 15 giorni. Per S.D.R. è scattato l’arresto per lesioni, minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Questa mattina il rom dovrà comparire davanti ai giudici del tribunale di Vasto per la convalida dell’arresto e, a seguire, il processo per direttissima. Per il momento l’uomo è ai domiciliari a Casalbordino, ma il pm Silvia Di Nunzio ha chiesto il suo allontanamento immediato sia dal paese che dall’Abruzzo. Ad assistere l’imputato questa mattina sarà l’avvocato Antonello Cerella. I carabinieri, oltre ad arrestare S.D.R., hanno denunciato altre 13 persone presenti all’aggressione e che, a loro volta, hanno ricoperto di improperi le forze dell’ordine.
La movimentata sequenza che ha portato l’appuntato in ospedale è avvenuta attorno alle 13 del giorno di Ferragosto. Mentre S.D.R. era con i familiari a casa della madre, sono arrivati tre carabinieri della stazione di Casalbordino per i controlli sul rispetto dei provvedimenti adottati dal tribunale di sorveglianza di Pescara nei confronti di un parente del rom sottoposto a detenzione domiciliare. Fatto il controllo, i carabinieri si sono avviati verso l’ingresso della casa. I tre militari erano ancora sulla porta quando S.D.R. si è avvicinato ai carabinieri e ha iniziato a colpire con schiaffi e pugni uno di loro. Non contento gli ha sferrato un calcio sullo stinco della gamba destra, facendolo cadere. Subito dopo, l’uomo si è allontanato urlando insulti contro i militari.
Un collega dell’appuntato ha subito richiesto rinforzi. Sul posto sono arrivate altre quattro pattuglie di carabinieri della compagnia di Ortona. S.D.R., per nulla turbato, ha continuato a ripetere le minacce: «Vi sparo a tutti. Io in caserma non ci vengo, non mi muovo da qui», sono alcune frasi pronunciate dal 35enne. I carabinieri sono riusciti comunque a bloccare l’uomo e a caricarlo in macchina. Diversi passaggi sono avvenuti per strada, in via dei Miracoli, e in presenza di diverse persone. Altri rom hanno inveito contro gli appartenenti all’Arma. Uno di loro però, resosi conto della gravità dell’accaduto, ha fornito all’appuntato la prima assistenza, facendolo sedere su una sedia e tamponando il suo volto tumefatto con del ghiaccio.
In base ai fatti, il pubblico ministero ha ritenuto di dover disporre il processo con rito direttissimo davanti al giudice monocratico del tribunale di Vasto. Il sostituto procuratore ha chiesto anche la misura cautelare del divieto di dimora in Abruzzo e Molise per l’accusato, ritenendo necessario allontanare l'accusato dal contesto familiare.
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