Botte e minacce per avere i soldi Condanne per 8 anni di carcere

17 Luglio 2024

«A Guardiagrele comandiamo noi», si vantavano i due imputati accusati di tentata estorsione e lesioni La vittima costretta ad andare al bancomat per ritirare il denaro, ma non è riuscita a inserire il codice

CHIETI. «A Guardiagrele comandiamo noi», si vantavano mentre picchiavano e minacciavano un padre di famiglia per farsi dare i soldi. Gian Carlo Orsini, 51 anni, e Domenico Elisii, 29 anni, sono stati condannati dal tribunale di Chieti (presidente Guido Campli) rispettivamente a 4 anni e 9 mesi e a 3 anni e 2 mesi di reclusione per i reati, entrambi aggravati, di tentata estorsione e lesioni personali. Il pubblico ministero Marika Ponziani aveva chiesto per entrambi due anni e mezzo. A incastrarli sono state le indagini dei carabinieri della stazione di Guardiagrele, che hanno evidenziato come i due imputati appaiano in paese come «personaggi di elevato spessore criminale, in grado di compiere azioni delinquenziali e ritorsive a danno della popolazione, la quale, intimorita, preferisce non denunciare fatti riguardanti minacce e percosse».
Lo dimostra il fatto che la stessa vittima, 39 anni, ascoltata in aula, prima di rispondere alle domande, ha rimarcato più volte di non aver presentato una querela (si tratta di reati procedibili d’ufficio) per l’episodio avvenuto il 16 giugno 2020.
L’uomo ha riferito che, mentre si trovava all’interno di un bar del centro, è stato avvicinato da Orsini, che lo ha costretto a uscire dal locale, per poi colpirlo con schiaffi e testate al volto. Quando il malcapitato ha chiesto il perché di quell’aggressione, Orsini non ha fornito alcuna motivazione, dicendo che gli avrebbe tagliato la testa. Improvvisamente, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, si è avvicinato Elisii, che ha minacciato di morte la vittima intimandole di consegnare 300 euro. L’uomo ha risposto che non aveva con sé quella somma di denaro. A quel punto i malviventi lo hanno costretto a seguirli fino allo sportello bancomat dell’Ubi banca di piazza Santa Maria Maggiore. Qui gli imputati lo hanno colpito al volto e alle mani, dicendogli anche che avrebbero ammazzato i suoi genitori. Il 39enne, a causa dello stato di agitazione, non è riuscito a inserire correttamente il codice sulla tastiera bancomat, per poi divincolarsi e fuggire. I medici del punto di primo intervento di Guardiagrele hanno certificato lesioni giudicate guaribili in dieci giorni.
Le motivazioni della sentenza di condanna per un totale di quasi otto anni di reclusione saranno depositate entro novanta giorni.
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