Bozzelli ai medici: aprite studi in paese, costano poco
SAN VITO CHIETINO . «Mi auguro e faccio un appello ai medici di famiglia affinché diano la propria disponibilità a venire a San Vito Chietino, dove ci sono assistiti che hanno bisogno di aiuto e dove...
SAN VITO CHIETINO . «Mi auguro e faccio un appello ai medici di famiglia affinché diano la propria disponibilità a venire a San Vito Chietino, dove ci sono assistiti che hanno bisogno di aiuto e dove ci sono studi accessibili, non costosi». È il sindaco di San Vito Emiliano Bozzelli a intervenire in merito al problema della carenza di medici di famiglia nel suo centro, che ha portato centinaia di cittadini a “emigrare” in altri Comuni, e alcuni residenti della Marina a inviare una petizione alla Asl e alla Regione affinché si attivino per dare risposta a tutti quelle persone, soprattutto anziane, che hanno difficoltà a spostarsi in altri centri.
«Mi sono attivato con Asl e Regione già a marzo dello scorso anno, appena alcuni cittadini mi hanno contattato dicendo che dal primo maggio, a seguito del pensionamento dei dottori Lucio Nardone e Marino Radoccia, circa 2.200 residenti sanvitesi sarebbero rimasti senza medico di famiglia», precisa il primo cittadino, «la prima richiesta fatta alla Asl è stata quella di avere un medico di emergenza, che sopperisse alla carenza finché non sarebbero arrivati altri dottori. Ma la Asl ha respinto la proposta perché non c’erano i presupposti essendo San Vito non un paese isolato, avendo altri medici con posti liberi a pochi chilometri di distanza. Poi», prosegue Bozzelli, «ho contattato personalmente alcuni dottori che alla fine hanno rinunciato. La Asl ha poi pubblicato il bando per medici di base che è andato deserto».
Il problema sarebbe legato al fatto che i medici devono aprire studi nei paesi in cui prestano servizio, a proprie spese, e non sempre ci riescono. Un problema che il direttore sanitario Asl, Angelo Muraglia, aveva suggerito di provare a risolvere creando delle collaborazioni tra medici e sindaci, o con la Provincia per mettere a disposizione dei locali comunali.
«Il Comune non ha locali da mettere a disposizione», spiega Bozzelli, «e non potrebbe neanche concederli perché non sarebbe corretto rispetto ad altri medici di famiglia che gli studi li hanno aperti nel Comune. A San Vito ci sono invece locali privati disponibili e accessibili economicamente, e assistiti pronti ad accogliere a braccia aperte quei medici che si rendano disponibili a venire nel nostro Comune».
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