Braccialetto elettronico a un arrestato per gli spari

17 Giugno 2015

SAN SALVO. I filmati e la prova dello stub sugli indumenti alleggeriscono la su posizione. Clirim Tafili, 44 anni, l’imprenditore albanese indagato per la sparatoria del 14 aprile davanti al bar...

SAN SALVO. I filmati e la prova dello stub sugli indumenti alleggeriscono la su posizione. Clirim Tafili, 44 anni, l’imprenditore albanese indagato per la sparatoria del 14 aprile davanti al bar Evelin di San Salvo, ha ottenuto gli arresti domiciliari dal Tribunale del riesame dell’Aquila. All’uomo, però, è stato applicato il braccialetto elettronico. Restano in carcere il fratello Elvin Tafili, 40 anni (accusato solo di porto abusivo di arma da fuoco), Lulzim Bimi, 28, e Fasli Faslia, 32 anni. Questi ultimi due insieme a Clirim Tafili sono accusati di tentato omicidio.

I rilievi compiuti dai carabnieri del Ris di Roma un mese fa e la perizia balisitca fatta la settimana scorsa da un perito richiesto dalla difesa degli indagati hanno accertato che quella sera vennero esplosi 12 colpi di arma da fuoco. Alcuni colpi contro Fasli Faslia che venne ferito. Altri colpi partirono proprio dalla pistola di Faslia. I segni sono anche all’interno del bar. I Ris si sono riservati di depositare la perizia entro un paio di mesi. Nel frattempo i carabinieri proseguiranno le indagini.

Il bar Evelin nel frattempo, dopo il dissequestro, ha riaperto l’attività. (p.c.)

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