Brucia la casa della ex, arrestato Il rogo dopo la nascita del figlio

13 Marzo 2022

Gesto folle in preda alla rabbia verso la donna e il nuovo compagno che hanno appena avuto un bambino  Il 40enne Claudio Di Nunzio tradito dai pantaloni rotti e sporchi di sangue e dalle ferite su ginocchia e mani

SANTA MARIA IMBARO. Dà fuoco alla casa dell’ex moglie il giorno dopo che la donna è diventata mamma. I carabinieri di Ortona hanno arrestato l’ex coniuge quale presunto autore del rogo che, 11 giorni fa, ha distrutto una villetta in contrada Fattore, a Santa Maria Imbaro. Claudio Di Nunzio, 40enne disoccupato, è ora agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico. Venerdì pomeriggio i carabinieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, su richiesta del sostituto procuratore Serena Rossi.
I fatti contestati risalgono allo scorso 28 febbraio. Intorno alle 16, in contrada Fattore, viene segnalato un incendio in abitazione, al cui interno in quel momento non c’è nessuno. Sul posto arrivano i vigili del fuoco di Lanciano e i carabinieri della stazione di Fossacesia. Le fiamme, domate dai pompieri, hanno ormai provocato seri danni a tutti i locali della villetta a due piani. Fin dal primo sopralluogo emerge chiaramente l’origine dolosa del rogo. Il fuoco, infatti, è stato appiccato in diversi punti della casa, cucina, bagno e camera da letto. Ad attirare l’attenzione dei militari, poi, è l’auto della proprietaria, una Wolkswagen Golf che ha tutti i finestrini rotti. Immediatamente vengono avviate le indagini, con l’intervento dei carabinieri dell’Aliquota operativa della compagnia di Ortona, che esegue i rilievi tecnici nell’abitazione. L’intento dei militari è capire quale possa essere il movente alla base di un gesto così efferato. In casa non c’è nessuno dei residenti, solo i cani. La proprietaria, 38 anni, è in ospedale per aver partorito, il giorno prima, il suo primogenito, avuto dal nuovo compagno. I carabinieri iniziano a ricostruire la vita familiare della donna e quello che emerge indirizza subito le indagini nei confronti dell’ex marito. «Neanche a farlo apposta, nel corso dell’attività, l’ex coniuge si presenta sul posto in auto», riferisce il capitano Luigi Grella, comandante della compagnia di Ortona, «dice di essere stato avvisato da un parente, ma i carabinieri operanti capiscono subito che qualcosa non va: l’uomo ha i pantaloni sporchi di sangue e strappati ed escoriazioni a ginocchia e mani». Si giustifica dicendo di essere stato a potare gli ulivi. Ma accanto al portone d’ingresso dell’abitazione, che non è stato forzato, c’è una finestrella con i vetri in frantumi. È da qui che il piromane si è arrampicato per entrare, ferendosi quindi, e per dare fuoco, dopo aver disseminato nelle varie stanze del liquido infiammabile, nafta o benzina. Ad inchiodare l’uomo è un altro dettaglio, inquietante, colto dai militari. «Ha staccato dal portone la coccarda del fiocco di nascita con il nome del bambino», spiega il luogotenente Michele Cefaratti, comandante della stazione di Fossacesia, «e se l’era messa sul lunotto dell’auto, trattenuta dal tergicristallo, a mo’ di trofeo». A quel punto potrebbe scattare l’arresto in quasi flagranza ma i militari, d’accordo con la Procura di Lanciano, decidono di approfondire e mettere a sistema tutti gli elementi raccolti. Emerge che nell’agosto 2020, dopo una denuncia per maltrattamenti sporta dalla moglie, Di Nunzio è stato allontanato dalla casa familiare, misura che, dopo quasi 2 anni e in assenza di violazioni, gli è stata revocata il 25 febbraio. Tre giorni prima del rogo doloso a quella che era stata anche la sua abitazione.
È probabile che la nascita del figlio dell’ex compagna abbia contribuito a scatenare il progetto criminale. Dopo una rapida e scrupolosa indagine dei carabinieri, anche la richiesta di misura cautelare da parte della Procura e la risposta del gip hanno avuto tempi brevissimi. Di Nunzio è ora agli arresti nel suo attuale domicilio a Lanciano, in attesa dell’interrogatorio di garanzia.