Bruciata l’auto a un ingegnere Pilkington

19 Maggio 2018

In un mese è il terzo incendio doloso di vetture nel Vastese. La zona è piena di telecamere. Solidarietà dalla Cgil 

SAN SALVO. Professionisti nel mirino. Terzo incendio doloso di autovettura in un mese. Ancora una volta la vittima è un tranquillo professionista. Che cosa si nasconde dietro al nuovo, inquietante rogo acceso in contrada Stazione alle 3,30 di venerdì? Sono in molti a chiederselo. L’auto, una Peugeot 308 cabriolet, si trovava parcheggiata davanti all’abitazione del proprietario, un ingegnere della Pilkington. Il luogo è non lontano dalla Rsa San Vitale. Qualcuno ha voluto fare un dispetto al professionista o il gesto è da considerare un altro atto vandalico? Gli investigatori non escludono nessuna ipotesi. Quando è scoppiato l’incendio, contrada Stazione era sprofondata nel sonno. All’improvviso l’inferno. La vittima ha chiesto immediatamente aiuto ai vigili del fuoco. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri di San Salvo. L’incendiario dopo aver cosparso il mezzo di liquido infiammabile, ha appiccato il fuoco.
I PRECEDENTI. L’inquietante episodio arriva a distanza di 20 giorni da un altro incendio doloso di auto (la Bmw cabrio di un geometra del Comune) in via Maiella. Il 22 aprile era stata incenerita la Opel Corsa di una giovane donna al Villaggio Siv. Non è dato sapere se i tre episodi siano collegati fra loro. I carabinieri hanno informato la Procura. A coordinare le indagini è il capo della Procura di Vasto, Giampiero Di Florio. Un grande aiuto potrebbe arrivare questa volta dalla videosorveglianza. La zona in cui è divampato l’incendio è protetta da diverse telecamere private.
LA REAZIONE. I roghi ormai si moltiplicano, a San Salvo come a Vasto. Spesso il motivo resta un mistero. Il proprietario dell’auto è stato fra i professionisti che hanno avviato lo stabilimento “Primo”, uno dei “satelliti” Pilkington e da qualche tempo lavorava all'interno del colosso del vetro come la moglie. «Un professionista stimato e amato da tutti i lavoratori», dice Emilio Di Cola, segretario provinciale della Cgil. «A lui e alla moglie va la solidarietà del sindacato e l’auspicio che gli autori del gesto possano essere individuati». (p.c.)
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