Bucchianico, piromane in azione dà fuoco al palazzaccio in piazza

24 Ottobre 2014

Le fiamme appiccate all’ascensore dell’enorme struttura che svetta da 40 anni al centro del paese Rogo domato dai vigili, indagano i carabinieri. Il sindaco De Leonardis: chiuderemo tutti gli accessi

BUCCHIANICO. Incendio doloso al palazzaccio. Qualcuno l'altra sera ha appiccato il fuoco all'obbrobrio di piazza San Camillo De Lellis, il grosso scatolone di cemento voluto negli anni Settanta dai camilliani e mai adibito a nessun uso. L'incendio è stato spento dai Vigili del fuoco, non ci sono stati né feriti né intossicati: nella struttura vi sono solo infissi, materiali accumulati in decenni e immondizia residuale. L'amministrazione sta provvedendo a serrare ogni entrata mentre i Carabinieri indagano sul fatto. Nessuno si è pronunciato sulla causa dell'incendio che mercoledì sera è divampato intorno alle 19 dentro la tromba dell'ascensore dell'ecomostro che domina sulla città di Bucchianico, ma la struttura non è mai stata aperta ed è priva di utenza dell'acqua, luce e gas e rimane improbabile che le fiamme si siano alimentate in maniera spontanea.

«Uscendo di casa mi sono accorto dell'incendio e subito ho allertato i Vigili del fuoco che nel giro di un quarto d'ora sono arrivati sul posto- racconta uno dei testimoni, Nicolas Gentile. Non si espone il primo cittadino, Gianluca De Leonardis, che aspetta che parlino per prima le indagini dei Carabinieri ma intanto afferma: «Stiamo provvedendo a chiudere ogni accesso alla struttura affinché nessun non addetto possa entrarvi». L'ecomostro che per 40 anni è servito solo a ricettacolo per rifiuti e animali è stata di proprietà dei camilliani, che lo costruirono demolendo il castello Caracciolo per adibirvi un ospedale mai decollato, fino al 2009 anno in cui è passato in mano alle redini comunali con un'acquisto di circa 300 mila euro e mutuo trentennale. Infatti è con l'amministrazione del sindaco Mario Di Paolo che ha governato per 10 anni, dal 2004 al 2014, è che si ha un cambio di tendenza volendo smuovere le acque e ridare decoro alla piazza più grande del paese ristrutturando il palazzo e donandogli finalmente un’anima. Ma i due bandi pubblicati dall'ex amministrazione, andati entrambi deserti, in cui si voleva da una parte adibire la struttura ad abitazioni con canone controllato per persone svantaggiate e dall'altra vi era l'intenzione di porvi molteplici attività, non hanno prodotto nessun risultato.

Anche il finanziamento da parte della Regione, per un quinto dei lavori, è stato revocato lasciando ancora una volta a bocca asciutta i bucchianichesi. Così in paese sono arrivati prima i piromani a riaccendere l’attenzione sul palazzo della vergogna.