Buche e rattoppi «La strada per la Sevel è da terzo mondo»

11 Gennaio 2018

Paglieta, commercianti protestano per lo stato della provinciale «Lavori fatti a metà, qui passano migliaia di veicoli al giorno»

PAGLIETA. Chi vuole percorrere la strada provinciale 119, dalla rotonda Sevel al bivio per Mozzagrogna, lo fa a proprio rischio e pericolo. Buche, piani scoscesi, cunette non protette, piano stradale ammalorato oltre misura, è la situazione che si para davanti agli occhi degli automobilisti. La strada è una delle più trafficate, percorsa giornalmente da lavoratori delle fabbriche della Val di Sangro, da clienti dei diversi esercizi commerciali, da studenti e residenti. Altri 400mila euro sono stati destinati alla messa in sicurezza e alla riasfaltatura della Provinciale 119, detta Sangritana, dalle cantine Spinelli a dopo la Sevel, mentre un milione e mezzo sono per la messa in sicurezza e, in alcuni tratti, per il rifacimento della 119 dalla rotonda fino a Villa Santa Maria. Altri lavori sono iniziati, ma il cantiere si è interrotto per il ritrovamento di reperti archeologici durante la realizzazione di due rotonde, una sulla Provinciale (all’altezza del discount Md), e l’altra sulla strada provinciale 116 (bivio Lanciano), e della bretella di collegamento tra esse. La somma a disposizione, sufficiente a realizzare completamente l’opera, è di 1.900.000 euro.
«Da noi», affermano alcuni gestori di esercizi commerciali che sorgono sul tratto tra la rotonda Sevel e il bivio per Mozzagrogna, «non si sa se e quando ci saranno i lavori. Sappiamo però che questa strada è particolarmente pericolosa con incidenti, rotture di semiassi, scoppio di pneumatici. Non ne possiamo più, questa è una strada da terzo mondo, non di un Paese civile, non di una delle più grandi e fiorenti zone industriali del centro-sud Italia». Bisogna percorrerlo quel tratto per capire il disagio di chi parla. Le due corsie sono, in ampi tratti, situate su due piani sfalsati, le buche si trovano a iosa e non è possibile neanche esercitarsi in quella pratica, abbastanza comune sulle strade provinciali, di schivarle vista l’alta densità di automezzi in transito. Ultimamente, con la chiusura a Sant’Angelo del Pesco, sulla Fondovalle, diverse bisarche, dopo aver percorso la Bifernina, transitano su questa strada, aggiungendo pericoli a pericoli. «Abbiamo sollecitato più volte, con lettere, la Provincia per un intervento risolutore ma non abbiamo avuto risposte», afferma Nicola Scaricaciottoli, sindaco di Paglieta e consigliere provinciale di minoranza, «così come una raccolta di firme non ha prodotto risultati. Adesso è necessario agire».
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