«Burgo frena sulla vendita dei terreni»
Progetto In.Te osteggiato allo Scalo. Di Giacomo (Acca 24): assegni pronti da mesi, ma l’ex cartiera non va dal notaio
CHIETI. Non sono soltanto gli ex lavoratori Burgo a chiedere pubblicamente «la verità sul progetto In.Te», ma ad attendere certezze sul futuro sono anche le imprese che dovrebbero insediarsi sui terreni ex Burgo.
In particolare ce ne è una, l'Acca 24, società di servizi di Chieti, gestita dall'avvocato Fortuna Antetommaso e dal dottor Andrea Del Monaco, che da tempo hanno tutto pronto per occupare la parte di terreno necessaria e dare inizio alla propria attività, impiegando subito dalle 15 alle 20 persone.
Ma sentiamo da Ellis Di Giacomo, imprenditore direttamente interessato alle vicenda dell'azienda, il racconto delle peripezie che Acca 24 sta affrontando per ottenere di realizzare il suo intervento all’interno del progetto In.Te. «Avevamo già mesi fa un appuntamento dal notaio Plasmati per l'acquisto del terreno necessario per l'Acca, con gli assegni circolari già sul tavolo per procedere, come partecipanti al progetto In.Te. al quale avevamo aderito. L'incontro è saltato perché i rappresentanti della Burgo non si sono presentati. Ci è stato detto a quel punto che bisognava aspettare, perché quei terreni erano stati opzionati da altre persone, con scadenza il 30 giugno. Ai primi di luglio abbiamo ripreso contatti con i rappresentanti della Burgo e ci è stato detto che dovevamo ancora aspettare il 15 luglio. Scaduta anche questa data ci siamo fatti risentire, chiedendo di fissare un nuovo appuntamento con il notaio per procedere all'acquisto del terreno e poter finalmente cominciare ad operare. La risposta è stata ancora negativa: dobbiamo risentirci ai primi di settembre. Ovvio che è una situazione che per noi, che abbiamo programmato investimenti e preso anche impegni con terzi, è diventata fortemente penalizzante. Per questo non possiamo che unirci a quanti chiedono assoluta chiarezza su questa vicenda».
Ovviamente è la stessa richiesta che fa l'ingegner Domenico Merlino, che resta il primo interlocutore del progetto In.Te. anche se dalla Burgo gli sarebbe giunto l'invito, come lui stesso ci ha riferito, di «farsi da parte».
«Ci sono aziende, oltre l'Acca 24, che avevano ed hanno l'intenzione di investire in quell'area», puntualizza Merlino, «che hanno a questo punto bisogno assoluto di sapere a che cosa si va incontro e quali sono le reali intenzioni per il futuro dell'area ex Burgo. Voglio poter realizzare impianti e fare assunzioni, nel rispetto degli accordi di programma che vennero siglati a suo tempo. Rispetto a questa situazione questi ritardi sono ingiustificati e inammissibili».

