Burgo non fa sconti sui terreni dell’ex cartiera

30 Giugno 2012

Nessuna apertura del gruppo industriale al tavolo delle trattative convocato dal prefetto Rocco de Marinis

CHIETI. Nessuna apertura della Burgo, non ci saranno sconti sui terreni e lavoro per alcuni ex dipendenti della cartiera in altri stabilimenti del gruppo. Non cambia il copione della vertenza aperta nel 2008 che tiene in sospeso ancora il futuro di 133 lavoratori. Al tavolo convocato ieri dal prefetto Fulvio Rocco de Marinis, alla presenza del presidente della Provincia Enrico Di Giuseppantonio e del sindaco, Umberto Di Primio, si registra comunque una novità. Dal decreto sviluppo, stando al senatore del Pd Giovanni Legnini, può maturare uno spiraglio per avviare la reindustrializzazione dell’area ex cartiera. L’articolo 27 del decreto Passera definisce presupposti, procedure e contenuti per riqualificare e riconvertire siti industriali e aree di crisi complessa. Chieti potrebbe quindi verificare la possibilità di candidarsi attraverso la Regione. È l’unica novità che emerge da un tavolo che certifica, ancora una volta, la distanza tra la Burgo e Chieti. Il gruppo cartario, rappresentato dal responsabile delle relazioni industriali, Rodolfo Magosso, con diplomazia maschera l’operazione di vendita dei terreni con l’impegno a creare le condizioni per una rinascita produttiva dell’area. «Abbiamo incaricato lo studio dell’ingegner Domenico Merlino di progettare In.Te.», dice Magosso, «e di trovare interlocutori che potessero riempirne i contenuti. Se sono arrivate aziende interessate all’area non è un caso e quando si saranno insediate, in tal senso continuiamo a lavorare, avremo ottemperato anche all’impegno di vedere create nuove condizioni di lavoro per chi un tempo era con noi ».

Una posizione netta, quella di Magosso, che non cede alle richieste del sindaco di prevedere prezzi di vendita dei terreni al ribasso e la collocazione lavorativa in altri stabilimenti del gruppo cartario per gli ex dipendenti che sono rimasti senza lavoro. Di Primio fa eco a Domenico Menna, rappresentante del comitato lavoratori ex Burgo. La partita del dopo cartiera, dunque, va giocata a livello locale. Ecco perché sia Romeo Battistelli, della cooperativa Tea, per la costruzione di un impianto per il recupero degli imballaggi a Casalincontrada, che Edgardo Corti, neo presidente del consorzio In.Te., progetti entrambi con prospettive di ricollocazione degli ex Burgo, chiedono uno snellimento dell’iter burocratico per costruire i capannoni e avviare le attività. In.Te punta anche a sostegni pubblici per le opere di urbanizzazione. I sindacati, con Giancamillo Marrone ( Uil) e Lucio Petrongolo (Fistel-Cisl), proprio in virtù di quest'ultima richiesta, chiedono che ci sia una ricaduta sociale dell’iniziativa imprenditoriale, certificata da un impegno scritto a ricollocare gli ex Burgo. Una disponibilità che per il momento non è supportata da impegni sottoscritti. (s.b.)

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