C’è un affare di 3 miliardi dietro al nuovo ospedale

Il progetto di finanza Maltauro prevede anche 30 anni di gestione dei servizi Ma il parere di un super ufficio legale dà lo stop all’operazione Asl-Regione
CHIETI. Dietro al progetto del nuovo ospedale di Chieti si cela un affare da tre miliardi e 285 milioni di euro di ricavi. E’ enorme il business dei “servizi al concedente”, come lavanderia, manutenzione, pulizia, ristorazione, parcheggi ecc ecc, che la Asl dovrà dare in gestione, per i prossimi trent’anni, cioè fino al 31 dicembre del 2046, a chi realizzerà il nuovo policlinico.
Ma perché nessuno deve saperlo? I 478 letti del nuovo ospedale di Chieti sono solo un mezzo e non il fine? E perché la consulenza di uno dei primi dieci uffici legali al mondo viene tenuta segreta?
Sveliamo il retroscena principale del Progetto di Finanza Maltauro che sta per tagliare il traguardo. Ma la Asl e soprattutto la Regione dovranno prima fare chiarezza sul “valore aggiunto” a nove zeri che si nasconde dietro la madre di tutte le operazioni della sanità pubblica abruzzese. E soprattutto sullo stop che un super ufficio legale ha già dato attraverso una consulenza costata 39 mila euro alla Asl.
A scovare il documento-chiave, tra una montagna di carte, è stato il presidente della commissione di vigilanza della Regione, Mauro Febbo. Siamo venuti in possesso di questo atto segretato dalla Regione ma che non fa dormire sonni tranquilli a chi materialmente, della Asl teatina, dovrà firmare il progetto di finanza. I passaggi importanti che svelano il retroscena miliardario sono tra la fine di pagina 4 e l’inizio della 5 di un documento sottoscritto dal prestigioso studio legale McDermott Will&Emery, un colosso delle consulenze con oltre 1.100 avvocati sparsi per il mondo. Arriviamo al dunque.
«E’ opportuno segnalare che il Nuovo Codice degli appalti», si legge a pagina 4, «ha introdotto una chiara distinzione tra “concessione di lavori” e concessione di servizi”». Subito dopo la consulenza svela la distinzione che alza un muro tra la proposta presentata dall’Ati Maltauro-Nocivelli e Finanza Progetti, e il via libera di Asl e Regione: «Sembrerebbe che il Nuovo Codice precluda la possibilità di prevedere l’affidamento in concessione di servizi ulteriori e diversi rispetto a quelli strettamente connessi alla gestione dell’opera i cui lavori di costruzione sono oggetto del medesimo contratto di concessione».
In parole semplici Maltauro e soci possono progettare, realizzare e gestire il nuovo policlinico di Chieti ma non i servizi ad esso collegati. E per servizi di intendono le lavandarie, la ristorazione, i parcheggi, gli arredi e le manutenzioni tecniche ed amministrative di tutto ciò che non ha a che fare con le opere di edilizia. Servizi che, come è accaduto per il Cup, saranno esternalizzati.
Ma chi pensa che ci riferiamo ad appendici del progetto di finanza si sbaglia. Basta infatti scorrere le pagine 17 e 27 della bozza di convenzione, posta alla base della proposta Maltauro, la stessa passata ai raggi X dallo studio legale incaricato dal manager Asl, Pasquale Flacco, per scoprire che abbiamo a che fare con servizi e ricavi per 3.285.745.000 euro.
Torniamo indietro di qualche giorno nel tempo: alla scorsa settimana, quindi al vertice in Regione con la Asl e Maltauro: «Il Presidente D’Alfonso ha ribadito l’importanza di concludere in tempi brevi le procedure amministrative per la ricostruzione del nuovo ospedale a causa delle problematiche strutturali che da tempo interessano l’immobile», recitava una stringata nota stampa che però non faceva alcun riferimento ai contenuti della consulenza legale al centro del caso. Il forzista Febbo ha però messo le mani su questo atto ed ha commentato così il retroscena dell’operazione nuovo ospedale: «Si sta valutando un’opera di grande impatto e dai risvolti economici inimmaginabili non solo per Chieti ma per l’intera area metropolitana tenendo però all’oscuro tutti».
Tre restano le domande: perché nessuno deve sapere? I 478 letti del nuovo ospedale sono un mezzo e non il fine? E infine perché la consulenza di uno dei primi uffici legali al mondo viene tenuta segreta?

