C’è il bullo a scuola, gli alunni protestano E arriva la polizia

Solidarietà al compagno vessato che ha lasciato la classe Riunione fiume tra genitori e dirigenti del Convitto Vico
CHIETI. Una manifestazione di solidarietà verso un compagno di classe che ha lasciato l’istituto per una serie di episodi di bullismo. L’intervento della polizia e una lunga riunione tra dirigenza scolastica e genitori, alla quale hanno presenziato anche rappresentanti delle forze dell’ordine. Non è stata una mattinata facile quella di ieri alla scuola media del convitto nazionale Gian Battista Vico, nel centralissimo corso Marrucino.
È qui che gli studenti sono scesi in strada, scegliendo come forma di protesta di ritardare di un’ora l’ingresso nell’istituto. Inizialmente l’intenzione era addirittura quella di disertare l’intera giornata di lezioni, ma poi la protesta è stata ridotta solo alla prima ora, anche su invito di alcuni genitori che, pur condividendone le ragioni, hanno convinto i ragazzi a non perdere l’intera giornata di scuola.
Alla radice del caso c’è la presenza in classe di un ragazzo che, in più occasioni, ha manifestato comportamenti aggressivi e violenti. Non solo con gesti e parole, ma anche passando in alcuni casi alle vie di fatto. Sono stati tanti, regolarmente riferiti in famiglia e denunciati alle autorità scolastiche, i fatti che hanno messo a disagio gli studenti. Episodi che sono avvenuti sia all’interno dell’aula sia negli spazi comuni dell’istituto. Una situazione che ha generato non poca preoccupazione tra i genitori degli allievi del convitto, oltre a scelte radicali. Quella più estrema è stata presa da parte di un alunni che, di concerto con la famiglia, ha deciso di cambiare classe.
Dopo la protesta dei ragazzi, è arrivato il lungo colloquio tra genitori e la dirigente dell’istituto Paola Di Renzo, che comunque non ha mai sottovalutato la vicenda. «Su quanto accaduto, essendo coinvolti dei minori, è giusto che la scuola mantenga il più assoluto riserbo», spiega la dirigente, «siamo impegnati nella gestione di un caso non facile, nell’ambito del quale l’istituto ha attivato tutte le procedure necessarie, con il coinvolgimento anche della Asl e altre istituzioni dove necessario. Al termine di un lungo incontro con i genitori posso dire di aver ricevuto anche la solidarietà da parte degli alunni delle famiglie coinvolte, e voglio anche ringraziare le forze dell’ordine per la loro presenza. Di concerto con tutti, ci siamo riproposti di fare tutto il possibile affinché venga garantito il principio secondo il quale la scuola deve farsi carico dell’inclusione di tutti i propri studenti, ma tutelando allo stesso tempo ogni ragazzo iscritto al nostro istituto. Abbiamo intercettato il problema», conclude Di Renzo, «lo stiamo gestendo in collaborazione con le famiglie, seguendo quelli che sono i protocolli del caso». (a.r.)
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