Caccia alla banda di rapinatori pugliesi

Il colpo al Sarni Oro del Centauro: rubata a Foggia l’auto usata per la fuga e poi bruciata. Sei mesi fa una rapina fotocopia
CHIETI. È caccia a una banda di rapinatori professionisti, capaci di svaligiare la gioielleria di un centro commerciale in un minuto e 50 secondi mentre una folla di persone faceva la spesa per la cena. Banditi non improvvisati, in grado di estrarre una pistola e mantenere il sangue freddo anche di fronte a un vigilantes pronto a dare l’allarme. Malviventi seriali che si muovevano secondo un piano studiato a tavolino, dall’irruzione nel Centauro con giubbotti invernali e passamontagna fino a bruciare l’auto usata per la fuga in una zona appartata. Punta alla malavita pugliese l’indagine sul colpo da 500mila euro al Sarni Oro del Centauro, lunedì scorso alle 19,10.
AUTO RUBATA A FOGGIA. E per gli investigatori è più di una supposizione: l’auto usata dai 4 rapinatori – uno faceva l’autista mentre gli altri tre sono entrati in azione in prima persona – per scappare dal Centauro era stata rubata qualche giorno prima a Foggia. E adesso di quella macchina, una Ford Kuga con targhe false, non resta niente: è stata incendiata per cancellare ogni traccia, a partire dalle impronte, in una zona isolata nel territorio di San Giovanni Teatino dopo Villa Obletter. Gli agenti della polizia scientifica hanno esaminato il rottame ma non hanno trovato niente di più del numero di telaio. Però il fatto che la macchina sia stata rubata a Foggia indica agli investigatori della squadra mobile, guidati dalla dirigente Miriam D’Anastasio, almeno una strada da seguire.
PRECEDENTE FOTOCOPIA. La rapina è durata quasi due minuti e sembra la fotocopia di un altro precedente colpo, sempre ai danni di Sarni Oro, non a Chieti ma nel centro commerciale Thema Polycenter di Rocca San Giovanni alle porte di Lanciano. Anche in quel caso, il 26 marzo scorso, tre persone armate, italiane, seminarono il panico nella gioielleria con una rapina lampo che fruttò 150mila euro. La tecnica dei banditi, a prima vista, sembra simile, compreso il grosso sacco bianco del tipo da cantiere riempito di gioielli. E anche il quel caso, l’auto usata per la fuga e poi abbandonata nelle campagne era stata rubata a Foggia.
IRRICONOSCIBILI. Al Centauro, i banditi, irriconoscibili dietro giubbotti, passamontagna e cappelli con la visiera, sono arrivati di corsa passando dallo stesso ingresso dei clienti. I primi due sono entrati nel Sarni Oro ordinando all’orafa e a una commessa di restare ferme; un pugno di secondi più tardi è arrivato il terzo uomo con il grosso sacco. Con una mazza da baseball sono state spaccate le vetrine, una ventina, e i gioielli sono finiti nel sacco. I movimenti sembrano ricalcare la rapina di 6 mesi fa. I banditi sapevano cosa prendere e dove: non volevano oggetti a basso prezzo, sono andati dritti verso i diamanti e le pietre preziose, poi oro e orologi costosi. Hanno preso chili e chili di gioielli tanto che in due hanno dovuto trascinare il sacco. Un sacco da 500mila euro: la stima non è ancora precisa.
VIDEO AMATORIALI. La polizia ha in mano un filmato amatoriale della rapina, ripresa da un cliente del Centauro, e i video delle telecamere di sorveglianza: impossibile decifrare i volti dei rapinatori, ma le sagome potrebbero rivelarsi utili.
FACCIA A FACCIA. Di certo, i filmati raccontano di una rapina senza scrupoli: un fotogramma basta a descrivere la scena dell’incontro ravvicinato tra uno dei rapinatori e una guardia giurata, arrivata di corsa percorrendo la galleria dei negozi ma poi costretta a restare immobile. Nel video si vede il rapinatore che, per un istante, smette di afferrare i gioielli per affrontare il vigilantes occhi negli occhi: il malvivente sembra estrarre la pistola dalla tasca della giacca e così blocca il vigilantes, poi, continua a svaligiare il negozio mentre la guardia giurata si mette al riparo.
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