Caccia i cinghiali vicino all’abbazia

Fossacesia. Residente denunciato dalla polizia provinciale, fucile sequestrato
FOSSACESIA . A caccia abusiva di cinghiali nei pressi dell'abbazia di San Giovanni in Venere. La scoperta è stata effettuata mercoledì sera dalla polizia provinciale nel corso di un servizio antibracconaggio, predisposto dal comando di Chieti e coordinato dal maggiore Antonio Miri. Una pattuglia si era quindi recata nel territorio comunale di Fossacesia e si trovava a perlustrare la zona del parcheggio delle auto sotto l'abbazia quando ha individuato un furgone parcheggiato sui terreni agricoli. Da un controllo è emerso che una persona, risultata essere il conduttore del fondo, era appostata illegalmente ed alla vista degli agenti aveva buttato a terra un fucile calibro 12 che usava per abbattere i cinghiali. L'arma è stata sequestrata e C.M., residente del posto, è stato denunciato all’autorità giudiziaria.
«Da marzo», precisa la polizia provinciale, «nel territorio comunale di Fossacesia, dopo la richiesta di intervento presentata dal sindaco Enrico Di Giuseppantonio, è in atto il piano di controllo del cinghiale Dgr 139/19 della Regione Abruzzo le cui attività sono eseguite e coordinate esclusivamente dalla polizia provinciale coadiuvata da personale autorizzato. Le attività di selecontrollo hanno portato ad abbattere circa 80 cinghiali nel solo comune di Fossacesia. Tutte le attività estranee al controllo sono illegali perché non solo non sono autorizzate, ma possono risultare molto pericolose sia per gli stessi bracconieri e soprattutto per il personale autorizzato. In caso di coesistenza, nella stessa zona, di cacciatori abusivi e di personale addetto al selecontrollo potrebbero ingenerarsi sparatorie, dato che gli uni non sono a conoscenza della presenza degli altri».
Il fenomeno della riproduzione incontrollata dei cinghiali interessa tutto il frentano, dai comuni del medio Sangro fino alla costa. (d.d.l.)
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