«Cacciato perché ho fatto il bene di Chieti»

Costantini contro la Lega: i dirigenti locali hanno più a cuore i vertici di palazzo che la cittadinanza
CHIETI. Sul tavolo della conferenza stampa sistema una serie di documenti. Sono le carte che dimostrano che lui ha sempre messo al corrente i vertici del suo ex partito, la Lega, del suo comportamento in consiglio comunale. Nel giorno in cui annuncia il passaggio al Gruppo misto, Diego Costantini, cacciato dopo l’astensione sulla vendita della farmacia, non ci sta a far passare la tesi secondo cui il partito di Salvini l’ha fatto fuori perché non comunicava con il vertice locale. La documentazione non è copiosa, ma ci sono tutti i passaggi fondamentali: le mail, cioè, con cui metteva a conoscenza il commissario Palmerino Mammarella di quanto aveva intenzione di fare sui temi più scottanti. Scelte difficili, ma motivate a partire dai pareri dei revisori dei conti, allegati alle mail mandate a Mammarella.
Affiancato dai colleghi del Gruppo misto, Stefano Rispoli e Mario Troiano, Costantini rievoca il suo rapporto con la Lega. «Mi contestano il fatto che il 29 settembre ho lasciato il consiglio, facendo cadere il numero legale», ricorda, «ma quel giorno mi sono allontanato solo per problemi di salute. E il referto dell’ospedale che ho portato ne è la prova». I problemi con la Lega sarebbero iniziati dalla sua astensione sul Dup, cosa che, a suo dire, avrebbe provocato il commissariamento del partito, togliendogli la carica di coordinatore cittadino: «In pratica, sono stato commissariato per aver avuto a cuore il bene della città, perché non avrei potuto votare un Documento unico di programmazione che prevedeva, oltre alla vendita della farmacia, il taglio dei servizi sociali». Poi l’astensione sulla farmacia e la cacciata dal partito. I vertici locali della Lega - il commissario Palmerino Mammarella e il responsabile dell’area teatina Antonello D’Aloisio - dicono che Costantini non è stato cacciato per l’astensione sulla farmacia. Sarà, ma la coincidenza temporale, fa notare Costantini, non lascia adito a dubbi. «Sono stato cacciato a mezzo stampa», dice ancora, «da dirigenti regionali della Lega che sembrano avere a cuore più i vertici di palazzo - vale a dire il rapporto con il sindaco Umberto Di Primio - che il benessere dei cittadini. In totale controtendenza con la Lega nazionale».

