Cadde per un capriolo, paga la Provincia

L’incidente 12 anni fa a Pretoro: motociclista preso in pieno. Risarcimento di 60mila euro. I giudici: «Zero segnali di pericolo»
CHIETI. Cadde dalla moto per colpa di un capriolo. E adesso, a distanza di ben 12 anni da quell’incidente, è arrivata la sentenza di secondo grado: la Provincia di Chieti, proprietaria della strada, è stata condannata a pagare un risarcimento di quasi 60mila euro. I giudici della corte d’appello dell’Aquila, infatti, hanno respinto il ricorso con cui l’ente ha cercato di scaricare tutte le responsabilità sulla Regione.
LO SCHIANTO. È il 31 agosto del 2006 quando Leonardo D.S. sta percorrendo la provinciale Maielletta, territorio del comune di Pretoro. All’improvviso un capriolo attraversa la strada e si schianta contro il motociclista, che finisce sull’asfalto e rimane ferito gravemente. A distanza di 2 anni, difeso dall’avvocato Lorenzina Iezzi, decide di fare causa. In primo grado la Provincia viene condannata al pagamento nei confronti dell’uomo di 59.172,83 euro per il danno biologico (52.421,46 euro) e patrimoniale (6.436,20 euro), «ravvisando la responsabilità dell’ente, cui la Regione ha delegato i compiti di vigilanza e di controllo della fauna selvatica, essendo inoltre tenuta a gestire e curare la manutenzione della strada luogo del sinistro».
IL RICORSO. La Provincia non ci sta e presenta ricorso, sottolineando anzitutto come «nessuna delega sia stata rilasciata dalla Regione Abruzzo alle Province in ordine al ristoro dei danni per incidenti provocati a veicoli e persone dalla fauna selvatica, tant’è che non vi è stato alcun trasferimento di risorse in tal senso nei confronti delle Province».
LE MOTIVAZIONI. Ma, secondo i giudici, «l’appello è infondato e deve essere respinto». Si legge sulla sentenza (presidente Silvia Rita Fabrizio, consiglieri Francesco Filocamo e Alberto Iachini Bellisarii): «Ricorrono elementi di colpa nei confronti della Provincia per essere compito dell’ente proprietario della strada di apprestare specifici segnali idonei a richiamare l’attenzione degli utenti». Più nel dettaglio: «L’automobilista ha provato come su quel tratto di strada fosse del tutto assente la segnaletica di pericolo». L’uomo rimasto ferito ha depositato «un dvd contenente le riprese fotografiche del percorso Pretoro-Passo Lanciano» e ha portato come testimone la persona, «evidentemente indifferente», che lo ha soccorso al momento dell’incidente. «L’attraversamento del capriolo è stato repentino», ha raccontato il teste. «L’animale prima ha saltato il muro di contenimento e poi ha impattato contro la motocicletta. Sulla strada non c’erano segnali di pericolo. Che io ricordi, si sono verificati almeno altri due incidenti causati dai cinghiali».
LE CONCLUSIONI. La corte d’appello arriva a questa conclusione: «Deve ritenersi provato l’inadempimento dell’obbligo da parte della Provincia, proprietaria della strada e cui sono in ogni caso demandate le funzioni amministrative relative alla sua manutenzione e vigilanza, di apporre cartelli con la segnalazione del pericolo di attraversamento di animali selvatici vaganti. Tanto basta per ritenerne la responsabilità dell’incidente». La Provincia dovrà pagare anche 5.500 euro di spese legali.
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