Cade di testa dopo il cazzotto, giornalista grave in ospedale

Secondo quanto accertato dalla polizia, ieri notte Simone Daita stava infastidendo un gruppo di persone in largo Vico, e una di queste ha reagito. L'uomo è ora ricoverato in gravi condizioni a Pescara, denunciato a piede libero il ventitreenne che lo avrebbe colpito
CHIETI. L'aggressione verbale, la lite, il pugno, la caduta di testa. Questa sarebbe la successione che ha portato un giornalista di Chieti, Simone Daita di 52 anni, a finire nel reparto di Neurochirurgia dell'ospedale civile di Pescara in condizioni gravissime. La sua prognosi è riservata. Secondo quanto ricostruito ieri dagli uomini della Questura di Chieti, tutto è iniziato alle ore 23,45 di ieri, quando Simone Daita, in evidente stato di ebbrezza, si è avvicinato a un gruppo di amici che stazionava in largo Vico, nella centralissima Chieti.
Qui, secondo alcuni testimoni, Daita avrebbe cominciato a infastidire alcuni presenti, a lanciare offese ("sporchi fascisti"), a minacciare qualcuno ("a te ti sparo"). Pochi minuti di grida scomposte e urla quando all'improvviso l'uomo è caduto come un sacco a terra, esanime.
Un'ambulanza del 118 ha provveduto a trasferire il ferito all'ospedale di Pescara, mentre la polizia ha iniziato a interrogare le persone rimaste nella piazzetta che si trova al centro di corso Marrucino. In particolare un ventitreenne di Chieti, che si era fatto refertare in ospedale alcune lesioni, è stato trattenuto in questura fino alle 4 e poi denunciato a piede libero, probabilmente per lesioni volontarie, ma non si esclude neanche l'eccesso colposo di difesa. Queste accuse naturalmente resteranno in piedi se le condizioni di Simone Daita miglioreranno.

