Cala il numero dei parti, allarme nascite

3 Gennaio 2021

Culle sempre più vuote al Renzetti: i nuovi nati nel 2020 sono meno di 500. La notte di Capodanno salvate tre mamme

LANCIANO . L’Istat lo aveva annunciato due mesi fa: con il Covid culle sempre più vuote. E così è stato all’ospedale Renzetti dove si è scesi per la prima volta sotto i 500 parti, non si è ancora brindato all’arrivo del primo nato 2021 ma si è tirato un sospiro di sollievo per tre mamme salvate. L’ultimo vagito nel reparto di Ginecologia - ostetricia diretto da Antonio Di Francesco è quello di una bimba, il 31 dicembre, che al polso aveva il braccialetto numero 441. Il minimo storico di sempre. Si erano rischiati meno di 500 parti già nel 2019, con soli 506, si è andati sotto nel 2020. Le cause? A quelle che sono ormai “storiche”, ovvero l’andamento nazionale che vede un continuo decremento delle nascite, la crisi economica, l’accentramento dei servizi negli ospedali provinciali, le sofferenze ormai croniche del reparto per quanto riguarda il comfort alberghiero, si è aggiunto il Covid. Che ha dato un colpo anche ai servizi ginecologici in genere.
Per quanto riguarda le nascite sono ormai un miraggio i 1.004 bimbi del 2008. Oggi non si è a rischio chiusura (la legge regionale infatti prevede lo stop ai punti nascita che per tre anni di seguito sono sotto i 500 parti e che non sono sicuri). Ma bisogna fare qualcosa dove si può intervenire: sicurezza, comfort alberghiero, attrezzature. Finora a sopperire alle carenze ci pensa il personale. La notte di Capodanno non ci sono stati vagiti, ma sono state salvate tre donne. Mentre la dottoressa che era reperibile, è arrivata alla chiamata dell’ospedale in pochi minuti ed è salita poi sull’ambulanza per portare una mamma con rischio di parto prematuro a Chieti, la collega in servizio era corsa in sala operatoria per due cesarei di urgenza che hanno salvato la vita a due donne arrivate in condizioni disperate. Medici che per un anno sono andati avanti con le colleghe facendo salti mortali per assicurare i servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne, visite, ambulatori, interventi ginecologici, interruzioni di gravidanza. «L’organico è stato completato 15 giorni fa, con arrivo di 6 dottoresse», dice Di Francesco, «ora restiamo in fiduciosa e speranzosa attesa dei lavori». Toppe al pavimento in amianto e stanze antiquate non invogliano a partorire al Renzetti. E sono lavori da 4 milioni attesi da 14 anni. Ad ottobre un comunicato regionale annunciava la firma del contratto con la O.E. Cme Consorzio imprenditori edili società cooperativa (Modena) per il rifacimento dell’intera unità. Ma finora niente. Anche lo scorso anno si era detto che a gennaio i lavori sarebbero partiti. Chissà se sarà l’anno giusto per Ginecologia e per l’intero Renzetti.