Caldo record, in pronto soccorso arrivano 130 pazienti al giorno

Il reparto scoppia: crescono gli accessi, il personale medico è insufficiente e gli spazi sono inadeguati Il primario di Medicina: «Il 20% dei ricoveri è legato agli effetti collaterali delle alte temperature»
CHIETI. Pronto soccorso del Santissima Annunziata sempre più sotto pressione con il caldo record di questi giorni e la ripresa dei contagi Covid. Ai problemi cronici del pronto soccorso teatino – mancanza di personale e attrezzature e spazi inadeguati – si aggiungono ora i pazienti, soprattutto anziani, che spesso saltano la tappa del medico di famiglia e vanno direttamente in ospedale. La medicina territoriale, che durante la pandemia ha mostrato le gravi carenze strutturali, al di là della buona volontà degli operatori, si dimostra sempre più incapace di fare da filtro per evitare i cosiddetti accessi impropri in ospedale. Con una media di oltre 130 accessi giornalieri e pochi medici al lavoro, il pronto soccorso teatino vive momenti di grave difficoltà. L’aiuto che arriva dagli altri medici dell’ospedale è senza dubbio importante, anche se non può che essere una soluzione tampone e per nulla risolutiva.
E intanto i contagi tornano a salire prepotentemente. Anche se al momento è più il fattore caldo a impensierire il direttore della Clinica medica e responsabile della medicina Covid, Francesco Cipollone: «Al momento circa il 20% in più di ricoveri può essere legato al caldo, anche se per via indiretta», dice il medico e docente universitario, «il caldo precipita le condizioni di pazienti con determinate patologie croniche, dalle insufficienze respiratorie, all’ipertensione, al diabete. C’è allarme soprattutto per i più anziani, che hanno meno stimolo a bere e possono andare incontro a gravi disidratazioni. Invece, come occupazione dei posti letto Covid, al momento non siamo in difficoltà», dice, «l’unico reparto Covid, quello di Malattie infettive, sta lavorando ad alto regime, anche se non è totalmente pieno».
Attualmente la clinica di Malattie infettive, diretta da Jacopo Vecchiet, ha 22 letti occupati, lo scorso anno in questo periodo contava solo 3 ricoveri. Ma è l’unico reparto che accoglie pazienti Covid dell’ospedale teatino, visto che anche Pneumologia è tornata bianca e ha potuto riprendere a lavorare su quei pazienti, come i portatori di fibrosi polmonare, sui quali non ci si è potuto concentrare durante il periodo Covid. «Siamo comunque in vigile allerta anche su questo fronte», dice Cipollone, «perché i dati aumentano di giorno in giorno. Attualmente siamo intorno al 28% di positività».
Di fronte all’emergenza Covid, anche il Santissima Annunziata ha seguito il metodo organizzativo che sta prendendo piede in tutti gli ospedali italiani: vale a dire che ogni reparto ha una propria “bolla Covid” all’interno, per cui se un paziente, ricoverato per qualsiasi tipo di patologia, si scopre che ha contratto il virus, non viene trasferito in un reparto Covid ma resta dove si trova.
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