Cambia scuola l’alunno bocciato due volte

Non basta il dietrofront dell’istituto a riammetterlo: la madre lo ha iscritto a Lanciano e andrà avanti con la querela
FOSSACESIA. Sarà molto probabilmente iscritto in una scuola media di Lanciano il bimbo di 13 anni bocciato per due anni consecutivi in prima media e per questo inizialmente escluso dal comprensivo del suo paese di residenza, Fossacesia, per effetto di una disposizione nazionale che vieta l’iscrizione in una stessa classe e in uno stesso istituto per il terzo anno consecutivo. Nonostante la scuola abbia ammesso l’errore nell’interpretare la norma che fa salvo il diritto all’istruzione in età di obbligo scolastico (fino ai 16 anni), la madre e lo stesso ragazzo non se la sono sentiti di tornare nella scuola di provenienza.
«Si sono sentiti messi alla porta, esclusi e non benvoluti», spiega l’avvocato della donna, Pietro Cotellessa, del foro di Lanciano, «il ragazzo, in particolare, ha manifestato il suo dissenso nel tornare “da chi non mi vuole” e anche la madre ha vissuto male questa vicenda». Finora il ragazzo è rimasto a casa, mentre i suoi coetanei già da qualche giorno hanno iniziato l’anno scolastico. La madre ha chiesto il nulla osta alla scuola di provenienza del ragazzo ed è andata ieri in un istituto lancianese.
«Si è sentita subito accolta, capita e rassicurata», racconta l’avvocato, «le è stato fatto un discorso umano e professionale che le ha dato fiducia. Le è stato promesso che si lavorerà sodo sull’autostima del ragazzo e detto che ci sono stati casi simili in cui, con un buon lavoro di squadra tra scuola e famiglia e il giusto approccio, si sono raggiunti risultati molto positivi».
Alla donna è stata prospettata anche la possibilità, ancora da mettere al vaglio praticamente, di far sostenere un esame al ragazzo per consentirgli di accedere direttamente alla seconda media. «La famiglia e il ragazzo dovranno decidere in queste ore», spiega ancora il legale, «ma se da un lato ho potuto avere un confronto diretto e sereno con il dirigente della scuola, alla madre in questi giorni non è arrivata nemmeno una telefonata di scuse».
Il caso aveva scosso molto l’opinione pubblica. La madre del ragazzo era stata informata solo telefonicamente appena il pomeriggio antecedente il primo giorno di scuola, dell’applicazione della norma nazionale, la cui interpretazione da parte della scuola si è in seguito rivelata errata. Il ragazzo era quindi andato a scuola come tutti e non è stato fatto entrare, nonostante l’intervento dei carabinieri. «Una situazione umiliante», conclude Cotellessa, «che ha colpito un ragazzo che ha subito già il trauma di una brutta separazione dei genitori, in una famiglia con difficoltà. Andremo avanti con la querela: questa situazione non si sarebbe risolta senza l’intervento legale».
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