Campi da calcio rumorosi, c’è l’inchiesta

7 Settembre 2017

Polizia giudiziaria negli uffici dello sport: acquisiti documenti sull’impianto di Vallone Fagnano dopo l’esposto dei residenti

CHIETI. Agenti di polizia giudiziaria all’Ufficio Sport del Comune. Sono arrivati ieri mattina al terzo piano della sede di via delle Robinie e hanno sequestrato atti riguardanti la gestione del campo sportivo di Vallone Fagnano. L’impianto è affidato dal 2008 all’associazione sportiva dilettantistica ES Chieti Calcio a 5, presieduta da Pino Bevilacqua. La ES ha una squadra di calcio a 5 che milita in serie C1 e ha una scuola calcio a cui sono iscritti 120 bambini.
Ma per i residenti le attività del centro sportivo sono troppo rumorose. E così sono partite segnalazioni al Comune, all’Arta (l’Agenzia regionale di tutela ambientale che si occupa di inquinamento acustico), al difensore civico regionale e anche alla Procura. Che ieri si è mossa aprendo un’inchiesta per inquinamento acustico.
«Pensavamo di essere venuti ad abitare di fronte a dei campi di calcio e invece ci siamo ritrovati di fronte a uno stadio», dice il dirimpettaio dei due campi di calcio a 5, uno dei quali coperto, Piero Melideo. «Ho firmato l’esposto perché così non possiamo più andare avanti», continua. «Feste di compleanno, scuola calcio, partite sino alle 23, campus estivo e poi ancora le partite ufficiali della squadra di calcio a 5, con i tifosi che arrivano con le trombette. E tutto questo anche nelle fasce che dovrebbero essere di rispetto acustico. Sono all’esasperazione. Io e la mia famiglia abbiamo anche pensato di trasferirci. Non vogliamo far chiudere il centro, vogliamo solo vivere nel rispetto delle regole». Che l’impianto sportivo violi le regole sull’inquinamento acustico lo ha detto l’Arta che, chiamata a fare la rilevazione, ha accertato la violazione. Si è mosso anche il difensore civico Fabrizio Di Carlo che ha sollecitato la realizzazione di interventi fono assorbenti. Il Comune, però, ha fatto spallucce. Le richieste di Melideo sono rimbalzate da un ufficio all’altro. E alle sue lettere sono seguite «risposte che non rispondevano nulla». L’assessorato allo Sport guidato da Antonio Viola non si è mosso, mentre il residente ha parlato più volte anche con il sindaco Umberto Di Primio che, al di là dei «vedremo» e «faremo», non ha cambiato la situazione. Da parte loro, i gestori dell’impianto, da noi contattati, fanno sapere che a loro avviso stanno svolgendo soltanto le regolari attività federali per cui sono autorizzati. «Stiamo lavorando con passione per promuovere lo sport, soprattutto tra i più giovani», dice un dirigente, «abbiamo realizzato i lavori previsti dal bando comunale, nel quale non si parlava di barriere antirumore. E anche quando gioca la nostra prima squadra, non arrivano più di 50 persone. Non vedo davvero di cosa ci possano accusare».
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