Campi da gioco fuorilegge? I vigili multano i tennisti

Blitz della polizia municipale nel pallone pressostatico del Circolo di Lanciano Ancora irrisolto il problema delle strutture che il Prg indica in area a verde
LANCIANO. Un blitz in piena regola quello fatto mercoledì sera dalla polizia municipale al Circolo Tennis di Lanciano. Gli agenti, in borghese, hanno effettuato controlli nell’unico pallone pressostatico funzionante ma che non potrebbe essere utilizzato perché considerato dal Comune abusivo. Nell’aprile scorso, infatti, ci fu la prima ordinanza del Comune per la demolizione dei due palloni pressostatici del Circolo usati in inverno per coprire i campi, perché considerati un abuso edilizio. Problema che nasce da un errore commesso nel 2008, quando era in carica l’amministrazione Paolini, in fase di stesura del nuovo Prg che ha cambiato la destinazione di quei terreni da storica “area per gli insediamenti sportivi” in area a verde pubblico e non in area a verde pubblico attrezzato. Una trasformazione che ha fatto sì che su quei terreni non si possa neanche piantare un fiore.
Quest’anno il problema si è ripresentano con la sistemazione dei palloni per l’inverno. Il circolo aveva comunicato al Comune la sistemazione delle strutture e dal Comune non arrivarono dinieghi. È arrivata, invece, a gennaio la nuova ordinanza di demolizione a cui si è aggiunto anche il divieto di utilizzo dei campi. Da qui i controlli di mercoledì sera.
«I vigili hanno trovato alcuni giocatori, hanno chiesto informazioni e documenti e scattato fotografie sull’attività in atto», racconta Alessandro Lanci, del movimento Nuovo Senso Civico e socio del circolo, «tra sguardi attoniti e spaventati dei presenti che si sono visti chiedere le generalità. Una situazione incredibile, un coacervo di errori oltre che un abuso di potere. È come dire che “la tua casa deve essere sanata a livello urbanistico e nel frattempo non ci puoi abitare vai a vivere in albergo”. Poi ci sono altri errori. In primis quello dell’amministrazione Paolini che ha trasformato le strutture in verde privato, cancellando di fatto sulla carta qualsiasi manufatto. Il secondo errore è del Circolo che non ha presentato le osservazioni per rimettere le cose al loro posto. Ma il fatto più sconcertante è che dei dilettanti che da 4 anni stanno amministrando questa città, creano altri problemi perché non riescono a portare a termine la tanta attesa variante al Piano regolatore, che risolverebbe questo caso».
In attesa della variante che contiene il piano di servizi, il Circolo agisce. Oggi notificherà al Comune il ricorso che poi depositerà al Tar in cui impugna l’ordinanza di demolizione e divieto dell’uso delle strutture, considerata piena di vizi procedurali.
Teresa Di Rocco
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