Campi da gioco vietati I tifosi pronti al ricorso

16 Aprile 2017

L’avvocato Del Bello, esperto in reati da stadio, incontra i ragazzi diffidati per i fumogeni nella partita tra Marcianese e San Vito 83

SAN VITO. I ragazzi diffidati in occasione della partita Marcianese-San Vito 83 si organizzano per correre ai ripari dopo i provvedimenti, notificati nelle scorse settimane, che impediranno a 16 giovani (14 sanvitesi e due lancianesi) di frequentare campi di calcio per un anno. Ieri a San Vito si è svolto un incontro informale con Patrizio Del Bello, giovane avvocato lancianese che lavora a Bologna nello studio Gamberini, dove collabora con Simone Sabattini, legale che in questi anni si è occupato spesso dei cosiddetti “reati da stadio” che hanno portato tifosi bolognesi sul banco degli imputati. Del Bello in questi giorni si trova a Lanciano per le feste pasquali e a breve potrebbe essere delegato per difendere alcuni diffidati. A partecipare all’appuntamento sono stati una decina di giovani direttamente interessati e anche alcuni genitori, perché nei “fattacci” di Lanciano sono coinvolti anche alcuni minorenni. In pratica, dopo la gara giocata al Biondi a febbraio, sono stati diffidati 16 tifosi perché, secondo le immagini riprese dalle forze dell’ordine in servizio allo stadio, hanno acceso dei fumogeni. La partita era valida per il campionato di Prima categoria, settimo livello del calcio italiano e terzo regionale, nel quale milita la principale squadra di Lanciano dopo la mancata iscrizione della Virtus in Lega pro. In ogni caso Marcianese-San Vito 83 non aveva creato problemi di ordine pubblico, così come i fumogeni accesi non avevano causato danni a cose o persone. Diversi ragazzi diffidati si sono già rivolti a un proprio legale, mentre l’appuntamento di ieri con Del Bello voleva essere l’opportunità per l’ulteriore approfondimento di una vicenda che ha lasciato attoniti i diretti interessati. «Si è trattato di un incontro informale, nato dalla richiesta di un amico al quale ho risposto con piacere», spiega lo stesso Del Bello, «se nei prossimi giorni qualcuno dovesse nominarmi come proprio legale, chiederemo l’accesso agli atti e procederemo come da prassi, valutando i filmati e verificando quanto accaduto in occasione della partita in questione». La vicenda ha scosso non poco sia la comunità sanvitese sia l’ambiente del calcio dilettantistico locale: nonostante i Daspo siano per un anno e senza obbligo di firma, a Lanciano raramente erano stati presi tanti provvedimenti per una sola partita, come raramente si è assistito a una “reazione” di questa portata nel torneo di Prima categoria. A rendere ancor più pesante l’ondata di diffide, è il fatto che siano coinvolti diversi minorenni, e tra questi tesserati di società calcistiche della zona, che a causa della diffida sono costretti a stare lontani anche dal campo di gioco. Le legge vieta loro non solo di svolgere liberamente attività sportiva, ma anche la possibilità di mettersi in mostra in anni nei quali si può essere notati da club importanti. Inoltre in futuro, chi viene colpito da una diffida, potrebbe avere difficoltà a conseguire il tesserino da allenatore anche per categorie minori.

Andrea Rapino

©RIPRODUZIONE RISERVATA