Cancelli sbarrati erbacce e rifiuti, ecco i parchi abbandonati

Viaggio nelle aree verdi tra campi distrutti e percorsi vietati Mai aperto il giardino di Piana Vincolato costato 600mila euro
CHIETI. Grossi cancelli arrugginiti con pesanti lucchetti. Oppure in alcuni casi neanche quelli, ma solo un muro d’erba che rende invisibile tutto. È lo stato in cui si trovano quattro parchi cittadini completamente abbandonati a se stessi, tra rifiuti, sporcizia, incuria. E soldi sprecati.
PARCO MAIELLA. Fu realizzato nel corso dell’amministrazione di Nicola Cucullo ma ormai non è rimasto più nulla. Compresi lampioni e panchine. Due grossi cancelli, uno su via Maiella e l’altro su via De Turre, ne sbarrano il passaggio perché il parco è interessato da gravi dissesti idrogeologici e dunque è diventato anche pericoloso.
IL CAMPO DI VIA DE TURRE. Vicino all’ingresso del parco Maiella, su via De Turre, c’è anche un campetto di basket chiuso da anni, ma nonostante questo accessibile grazie a buchi nella recinzione e cancelli rotti. Il campo è impraticabile ma è evidente che qualcuno, a suo rischio e pericolo, vi entra lo stesso. Anche questa struttura appare completamente dimenticata.
IL PARCO DELLA PROVINCIA. A poca distanza dal parco Maiella, c’è un altro parco chiuso. Non ha neppure un nome, perché non è mai stato inaugurato. È di competenza della Provincia che avrebbe dovuto riconsegnarlo al Comune, riconsegna che però non c’è mai stata. Eppure per realizzarlo sono stati spesi circa 600mila euro, soldi stanziati grazie ai fondi per il dissesto idrogeologico fatti arrivare in città dall’ex presidente della Regione Giovanni Pace. Il parco si estende per quasi un ettaro di terreno. L’ingresso sbarrato da un cancello si trova vicino ai campi da tennis di Piana Vincolato. Vi si accede dallo spiazzo di strada Madonna della Vittoria davanti all’ingresso dell’impianto sportivo.
IL PARCO FLUVIALE. A differenza del parco rimasto in carico alla Provincia, il parco fluviale di Santa Filomena, vicino a Megalò, è stato riconsegnato al Comune, ma l’ente non ha accettato la riconsegna fatta nel 2008 perché non riteneva fosse ultimato. Avrebbero dovuto completare gli studi sul sottosuolo che si ritiene possa essere molto inquinato. C’è poi il rischio alluvione, visto che l’area ricade in R4, vale a dire rischio 4, secondo la classificazione del Psda (Piano stralcio difesa dalle alluvioni). Il parco, sebbene chiuso, è facilmente accessibile, come si può capire dai cumuli di rifiuti presenti.
PERCORSO-VITA A SANT’ANNA. Inaugurato nel corso dell’ultima amministrazione Cucullo, dell’ex percorso-vita, a Sant’Anna, non resta quasi più nulla. La vegetazione ha ricoperto anche il tracciato che da via Albanese porta al campo sportivo di Sant’Anna. (a.i.)
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