Candela per SanValentino brucia la casa

Finisce con un rogo la festa di una famiglia senegalese con un bimbo di due anni e mezzo. Si salvano sul terrazzo
CHIETI. Volevano solo festeggiare il giorno di San Valentino. Ma quelle candele accese, lasciate appoggiate sul letto, hanno scatenato l’inferno. Improvvisamente, quei ceri accesi si sono ribaltati e sono caduti sulle coperte. Le fiamme hanno avvolto il materasso, finché l’incendio è divampato in tutta la casa, dove c’era anche un bambino di soli 3 anni, insieme a tre donne e un uomo, che sono riusciti a mettersi in salvo con il piccolo fuggendo in strada. Poteva finire tragicamente la giornata dedicata agli innamorati, per quella famiglia originaria del Senegal. L’appartamento al primo piano, che quei senegalesi avevano preso in affitto nel civico 53 di via Penne, è stato distrutto dalle fiamme e ora è inagibile. Quelle candele si sono rivelate fatali. Erano circa le 18.30 quando il fuoco è divampato ed è scattato l’allarme. La famiglia che abita all’ultimo piano del palazzo inzialmente non è riuscita a fuggire, mentre le fiamme continuavano a inghiottire ogni cosa. Sono in quattro a rimanere in trappola, sotto di loro infuria l’inferno. Non possono fare altro che scappare sul terrazzo sovrastante il complesso di via Penne, e attendere disperatamente che qualcuno li venga a salvare: sono momenti di paura e terrore, perché il fuoco continua a divampare e non si arresta. E le fiamme avvolgono anche tre stanze di un’altra abitazione, confinante con il primo appartamento andato a fuoco. Ad essere coinvolta, così, è anche la casa della famiglia di Gianluca Nonno, che viene svegliato dalle fiamme, quando scoppia l’incendio. «Stava dormendo, di solito in questi giorni ha il turno di notte e stava riposando», dice un conoscente. Quando le fiamme sono divampate, dentro casa c’era solo lui. In ogni caso, appena si è accorto del disastro è riuscito a fuggire dall’appartamento. Lui e la sua famiglia, ora non possono tornare a casa. Poco dopo le 18.30 sono Intervenute prontamente sul posto due squadre dei vigili del fuoco con due Aps e un’autoscala, sulla quale i vigili si sono arrampicati per andare a salvare le quattro persone rimaste sul terrazzo. I vigili sono riusciti a domare l’incendio nel giro di 20 minuti, mentre sono accorsi anche i carabinieri e la tenente Maria Di Lena, comandante del Nucleo operativo e radiomobile del Comando provinciale dell’Arma, insieme al 118. Per fortuna gli abitanti del civico 53 sono tutti salvi. Poi altri tre abitazioni, che non hanno subito danni: quello della famiglia di Angelo e di Silvio Nonno, gli altri due fratelli di Gianluca. Sempre nella palazzina abita il padre dei tre, Antonio. Fortunatamente, ieri, non erano in casa: «Non c’era nessuno» dice il figlio di Angelo, Andrea, che dopo essere tornato di fronte al palazzo cerca di capire cosa sta succedendo. Intorno alle 20 i vigili sono ancora in via Penne, insieme alla famiglia senegalese, ormai costretta a rimanere in strada: «Sono brave persone, amano riunirsi e i parenti li vanno spesso a trovare», dicono alcuni residenti della zona. Ma ieri tutti coloro che hanno “subito” l’incendio, sono rimasti spaesati e atterriti. Attoniti, di fronte a quei nastri di sicurezza apposti sulla porta di casa. Una ragazza senegalese, ancora in strada insieme a un coetaneo sempre originario del Senegal, continua a piangere. È terrorizzata. Dopo l’incendio resta solo la disperazione, nel giorno di San Valentino. (e.r.)

