Cantiere infinito alle case popolari: ora esplode la rabbia di 74 famiglie

9 Ottobre 2024

Lavori bloccati in sette palazzine del Villaggio Celdit, la denuncia: «Gli operai non si vedono da luglio» Gli inquilini chiedono l’intervento dell’Ater, proprietaria degli immobili: «Non si può più attendere» 

CHIETI. Crepe sui muri, ferri che spuntano dalle pareti, tinteggiatura mal fatta e, in alcuni tratti, del tutto assente. Non solo: pezzi di cantiere lasciati abbandonati da mesi, con spazi condominiali requisiti o chiusi col lucchetto. Non c’è pace per le case popolari Ater di via Pescara al Villaggio Celdit. Tutto attorno è stato riqualificato a regola d’arte e in tempi normali, per i sette palazzi dal civico 156 al 168 è invece un calvario: 41 mesi di cantiere, ma non si sa neanche se i lavori siano terminati o meno. E quelli che sono stati realizzati lasciano molto a desiderare. Gli inquilini sono in rivolta e chiedono un incontro urgente a Luigi Comini, presidente dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale.
LA PROTESTA
Nei sette palazzi di proprietà dell’Ater i lavori, per un importo a base d’asta di 730.000 euro, sono stati affidati a un’impresa aquilana. Si tratta di un intervento avviato per riparare i danni provocati dal terremoto del 2009 e finanziato con i fondi destinati al sisma. Sul cartellone affisso nell’area di cantiere non c’è scritto quando sono iniziati i lavori, né la fine prevista. Ma i residenti portano i conti mese dopo mese: una sorta di sfinimento per un cantiere che sembra infinito e che, già nel 2022, aveva sollevato un coro di proteste a causa di impalcature sistemate lungo l’intera facciata e lasciate lì per quasi due anni. Nell’ottobre 2022 l’allora presidente dell’Ater Antonio Tavani, rispondendo anche alle critiche sollevate dal Movimento 5 stelle che spalleggiava i residenti, aveva promesso che entro 90 giorni i lavori sarebbero terminati.
CANTIERE INFINITO
Le odiate impalcature sono state alla fine tolte, ma l’intervento non sembra essere completamente terminato. E così i residenti tornano a protestare: Antonio La Corte, Delvasio Di Muzio, Gabriele Melideo e Giovanni D’Eliseo si fanno portavoce delle 74 famiglie che abitano nei sette palazzi, 33 di loro non sono più inquilini Ater, avendo riscattato l’appartamento. «Il 29 ottobre prossimo saranno 41 mesi di lavori e qui da luglio non si vede più nessuno all’opera», dicono, «nei palazzi di fronte è stato realizzato lo stesso intervento nostro, ma tutto è stato fatto nei tempi, senza problemi e bene. Da noi tutto il contrario. La tinteggiatura è venuta a strisce e, in molte parti, non è stata proprio realizzata. Nella parte superiore le crepe sono rimaste. Sempre all’ultimo piano hanno lasciato pezzi di lavorazione, oltre a ferri sporgenti dai muri. La ditta ha requisito parcheggi e spazi condominiali ed è ora che ce li riconsegni. Uno spazio, addirittura, è stato chiuso con un lucchetto, nonostante contenga anche cose degli inquilini».
LE RICHIESTE
«Adesso basta. È evidente che questi lavori siano stati fatti male», dicono i residenti, «non sappiano se siano finiti. Non si vede più qualcuno lavorare da mesi, nel frattempo continuano a occupare parcheggi e spazi condominiali. Di tutto questo ora vogliamo parlare urgentemente con il presidente Ater. Altrimenti siamo pronti anche alla denuncia in Procura». I residenti temono anche che questa situazione possa attirare ulteriore degrado sociale. Anche perché vicino ai palazzi c’è pure il parco giochi del Villaggio Celdit, che di notte non viene più chiuso dal Comune: l’ente ha dovuto togliere la gestione a Formula Ambiente, a causa delle note difficoltà economiche del municipio. Fatto che attira presenze indesiderate nella notte.
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