Cantieri e bancarelle in centro: «Caos per trovare parcheggio»
I lavori, il mercato settimanale e l’alta affluenza in città accentuano i problemi legati al traffico Si moltiplicano le soste selvagge, i teatini infuriati: «Mancano posti auto, situazione insostenibile»
CHIETI . Tra l’alta affluenza alle casette in legno sul Corso, il mercato settimanale e i cantieri, la carenza di parcheggi diventa sempre più evidente. Quello di ieri è stato un venerdì di caos sul fronte delle soste a Chieti. I cittadini sono arrabbiati e scoraggiati all’idea di dover girare a vuoto in cerca di un posto per la propria auto.
SOSTE SELVAGGE
Molti sono perfino disposti a lasciare la macchina sopra un marciapiede e in divieto di sosta pur di non girovagare invano tra le vie della città che, così, «diventa meno allettante», dice Marcella Rubini. In caso di una sosta rapida, alcuni automobilisti scelgono di lasciare l’auto con le quattro frecce inserite, in altri casi un passeggero resta all’interno del mezzo per intervenire qualora si rende necessario provvedere allo spostamento. «La situazione è insostenibile», lamenta Antonio Sansonetti mentre attende dentro la macchina sua moglie che fa la spesa. È arrabbiata anche Ilaria Sorrenti, titolare del negozio “La Sosta del Gusto”, in via Arniense. «Spendo oltre 10 euro al giorno di parcheggio per venire a lavorare», afferma, «devo caricare e scaricare la merce e non posso lasciare l’auto lontana». Molti automobilisti non rispettano le regole, occupando le aree riservate alla sosta dei bus e allo scarico merci.
LE CRITICITÀ
Via Arniense è tra quelle in cui si registrano le maggiori criticità: percorsa anche dagli autobus urbani che devono raggiungere il capolinea a San Giustino, spesso il traffico si blocca per le auto in sosta in doppia fila. La mancanza di parcheggi mette in pericolo anche i pedoni. «I veicoli sostano sui marciapiedi e i pedoni passano lungo il ciglio della strada», dice Giustino Giannini. Soste selvagge si riscontrano anche davanti alle vetrine delle attività in centro storico. «Ogni mattina lascio una cassetta di fronte all’ingresso per riservare il posto al furgone che deve scaricare la merce», aggiunge una commessa del Forno D’Onofrio, davanti piazza Matteotti. «Ma la tolgono e parcheggiano ugualmente l’auto».
PIÙ BUS E BICI
Tra le possibili soluzioni per fronteggiare il problema, alcuni cittadini chiedono la chiusura al traffico del centro storico e si battono per il potenziamento di servizi più ecologici. «Vedrei volentieri un’isola pedonale come tante altre città abruzzesi», afferma Antonio Castorani, «ma ai teatini piace prendere la macchina anche per fare pochi metri». La comodità degli spostamenti in auto, però, si scontra con gli effetti che ha sull’ambiente: aumenta il livello di smog e impurità dell’aria che respiriamo: «La gestione della viabilità non è da sottovalutare perché ne vale della salute dei cittadini», sottolinea Claudio Tarani, «si dovrebbe potenziare il servizio di trasporto pubblico soprattutto nelle zone di periferia». L’utilizzo delle bici elettriche per le vie del centro storico è un’ulteriore soluzione green che propongono alcuni cittadini. «Morfologicamente la città non è adatta alla bici», fa notare in tal senso Federica Marotta, «ma per chi abita in centro può diventare una soluzione valida».
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