Cantone apre un’inchiesta E ferma il nuovo ospedale

L’indagine innescata dai 5 Stelle: «È un’operazione antieconomica»
CHIETI. L'Anac stoppa il project financing sul nuovo ospedale. Su sollecitazione del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi, l'Autorità nazionale anticorruzione ha avviato «un procedimento di vigilanza nei confronti della Regione Abruzzo /Asl 2 per l'accertamento di tutti i profili attinenti alla proposta di project financing nonché di tutti gli atti presupposti e conseguenti».
Un nuovo durissimo scoglio sulla strada di un progetto molto avversato a livello politico (non solo dai 5 Stelle ma anche da FI) e che sta affrontando notevoli problemi anche a livello di procedura interna. L'ultima relazione del responsabile del procedimento (rup) Filippo Manci si è infatti chiusa con la «necessità di maggiore approfondimento». E ora arriva anche lo stop formale dell’Anac. L'apertura di una procedura dell'anticorruzione comporta, infatti, una sospensione della procedura per un massimo di 180 giorni.
La comunicazione dell'autorità presieduta da Raffaele Cantone è stata inviata il 21 aprile scorso al direttore generale della Asl, Pasquale Flacco, e per conoscenza anche al presidente della Regione Luciano D'Alfonso e alla Marcozzi. La consigliera aveva inviato tre diverse sollecitazioni all’Anac sul project presentato dall'associazione temporanea di imprese che fa capo all'Icm (Impresa costruzioni Maltauro). Anche la Regione, da parte sua, aveva interessato l’Anac sulla procedura.
Ieri mattina in conferenza stampa a Chieti i consiglieri regionali e comunali pentastellati, Sara Marcozzi, Ottavio Argenio e Manuela D'Arcangelo, hanno illustrato il documento dell'Anac «che ha ripreso», ha sottolineato Marcozzi, «tutte le nostre perplessità in ordine alla fattività dell’opera attraverso lo strumento del project financing». I 5 Stelle hanno colto l’occasione per ribadire di non essere contrari alla costruzione di un nuovo ospedale ma solo allo strumento scelto per realizzarlo. «Ci hanno fatto credere che con il project i costi di realizzazione sono a carico del privato», ha spiegato Marcozzi, «ma in realtà non è così, perché la Asl ripaga quei costi in comode rate e verrà a spendere molto di più di quanto avrebbe fatto se avesse deciso di costruire in proprio l’ospedale. Abbiamo calcolato, in base ai dati della proposta finanziaria, che il nuovo ospedale con il project verrà a costare 800 milioni di euro in più. Una follia. Che né la Asl né la Regione possono permettersi».
È proprio sul problema della convenienza economica dell’opera che si incentra la decisione Anac di aprire una procedura di vigilanza. «Le osservazioni del segnalante», si legge sul documento Anac, «non si incentrano su aspetti procedurali secondari, bensì pongono il tema più rilevante della fattibilità dell’opera con la finanza pubblica, in questo caso regionale. In linea di principio, le dette osservazioni sono meritevoli di approfondimento, perché è noto che le opere “fredde” come ospedali o carceri, non possono ricevere dal mercato un flusso di cassa in grado di finanziare l’investimento e la successiva gestione. In tali tipi di opere il piano economico e finanziario viene alimentato da un canone che l’amministrazione corrisponde per tutta la durata della concessione. E in tale ottica il trasferimento dei rischi in capo al concessionario è in realtà difficile da realizzare in un contratto basato su un pagamento di un canone». Alla luce di questo ragionamento l’Anac ha dunque avviato una verifica per «comprendere se l’aggravio economico della Asl sia eccessivo» o se non sia più conveniente, come dicono i 5 Stelle, ricorrere a «una ordinaria procedura d’appalto con richiesta di finanziamento alla cassa Depositi e prestiti». L’Anac chiude chiedendo una serie di documenti e annunciando di voler sentire Flacco, D’Alfonso e Marcozzi. Que- st’ultima si è detta disponibilissima. «D’Alfonso ci ha snobbato», ha detto in conclusione, «e l’Anac invece ci dà ragione».
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